Uno dei migliori portieri della storia del calcio che ha legato la sua vita ai colori che ha tifato da bambino, quelli dell’Inter.
Walter Zenga ha sempre avuto l’Inter nel cuore, fin da bambino quando andava in Curva Nord a vedere le gare dei nerazzurri oppure, una volta entrato nel settore giovanile, da bordo campo quando faceva il raccattapalle, ma nella sua testa l’obiettivo era uno e uno solo: arrivare a difendere i pali del club che lui ha sempre amato. Con calma, ci arriverà.
Ma ovviamente questo ragazzo nato a Milano il 28 aprile 1960, con un fisico esplosivo e un carattere esuberante, non può difendere la porta nerazzurra a 19 anni, quindi viene mandato in prestito alla Salernitana, poi Savona e Sambenedettese, ma nel 1982 il suo sogno si realizza.
Diventa prima riserva di lusso di Ivano Bordon, ma dopo poco tempo il posto da titolare diventa suo e lo difende con grandi interventi che gli permettono di diventare in breve tempo uno dei portieri sulla cresta dell’onda. Tanti club lo vorrebbero, ma per Zenga il massimo è l’Inter.
Con i nerazzurri vince lo Scudetto dei Record, una Supercoppa Italiana e due Coppe UEFA, quella del 1993/94 vinta contro il Casinò Salisburgo, probabilmente la miglior gara della sua carriera, l’ultima volta che difende la porta dei suoi sogni parando qualsiasi cosa arrivasse dalle sue parti.
Una volta conclusa la sua avventura all’Inter, che si affida al più giovane Pagliuca, Zenga passa alla Sampdoria per due anni, poi una stagione in Serie B a Padova prima dell’avventura negli Stati Uniti con la maglia dei New England Revolution, dove annuncia il ritiro e inizia la carriera da allenatore.
Con la Nazionale ha un rapporto buono e, tra il 1988 e il 1992, anni nei quali vince per ben 3 volte il premio di miglior portiere al mondo, raccoglie 58 presenze di cui 7 in un Mondiale, anche se tutti ricordano l’uscita non perfetta dell’Uomo Ragno contro l’Argentina che ha portato alla rete di Caniggia, una brutta immagine che non deve far dimenticare il suo importante cammino azzurro.
La sua avventura nel mondo del calcio continua in panchina, dove diventa un giramondo allenando, tra le altre, Steaua Bucarest, Nacional Bucarest, Stella Rossa, Al-Ain, Dinamo Bucarest, Catania, Palermo, Al-Jazira, Sampdoria, Crotone, Venezia e Cagliari ottenendo i risultati richiesti e dimostrando di trasmettere ai suoi giocatori la mentalità vincente che ne ha sempre contraddistinto la carriera sul terreno di gioco.
Ma il suo sogno, al momento irrealizzato, è quello di sedersi un giorno sulla panchina dell’Inter, la squadra che lui ha più amato. Ci è andato molto vicino nel novembre 2014, ma alla fine l’allora presidente interista Erick Thohir scelse Roberto Mancini per sostituire Walter Mazzarri, e il sogno è rimasto chiuso nel cassetto.
Difficilmente vedremo un giorno Zenga sulla panchina interista, ma in ogni caso quel ragazzo milanese che sognava di fare la storia dell’Inter ha raggiunto il suo obiettivo ed è entrato con ampio merito nella ristretta cerchia dei grandi miti nerazzurri: lui è Walter Zenga, l’Uomo Ragno.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi: WALTER ZENGA, L’UOMO RAGNO
