«WOW We one wave». Il Politecnico delle Arti – Accademia di Belle Arti «G.Carrara» protagonista all’Expo di Osaka 2025

Undici Accademie di Belle Arti di Stato e quattro ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) sono state protagoniste in questi giorni dell’Expo 2025 di Osaka, ospiti del Padiglione Italia. Tra queste c’è anche il Politecnico delle Arti di Bergamo – Accademia di Belle Arti «G.Carrara» che ha partecipato a «WOW We one wave – Art and design for future lives», il progetto collettivo presentato da tutte le realtà coinvolte. Con questa importante presenza internazionale, il Politecnico delle Arti di Bergamo è entrato ufficialmente in un network nazionale guidato dall’Accademia di Belle Arti di Roma che ha contribuito ai temi dell’Expo – «Designing Future Society for Our Lives», «Progettare la società futura per le nostre vite» – attraverso l’arte e la formazione, intese come strumenti di interconnessione, ricerca e visione futura.



Il progetto presentato dal Politecnico delle Arti, dal titolo «Floating realities» e curato dal professor Daniele Maffeis, ha indagato la realtà virtuale e le sfide che essa pone alla percezione del reale, ponendo l’accento sull’immersività non intesa come fuga, ma come strumento critico per interrogare i limiti della realtà. Il progetto è nato da un percorso didattico e sperimentale condotto con studenti e diplomati del biennio di Audiovisivi e Multimedia e del triennio in Multimedia e che ha coinvolto Mario Carminati, Ilaria Carrara, Alessandro Iosia, Moctar Ndiaye, Valeria Olivo, Carlo Rocca, Laura Santini, Beniamino Sciabica, Andrea Toscano, Erika Ungari, Lorenzo Villa e Lingyu Zhao.





A Osaka, in particolare, è stata portata la performance audiovisiva «TRASPARIRE» di Beniamino Sciabica, un’esperienza sonora live accompagnata da animazione in computer grafica 3D che permette di analizzare la soglia tra esistenza e inesistenza attraverso l’immagine di un cubo di vetro opaco che, divenendo trasparente, rivela due entità i cui pensieri si fondono in un unico flusso di coscienza. «TRASPARIRE» celebra la vita nella sua semplicità, nel suo continuo mutamento e nella sua natura intrinsecamente fluida e frammentata. Inoltre, sono stati presentati due progetti in realtà virtuale e una selezione di video d’artista. I visitatori hanno così potuto sperimentare l’installazione VR «The day I’ve been replaced» di Alessandro Iosia, che intreccia una riflessione sulla teoria dell’uncanny valley, la sensazione di disagio che si prova alla vista di un umanoide, con la fascinazione per la «bruttezza digitale». L’esperienza immersiva conduce lo spettatore in una vallata, dove il livello di dettaglio e realismo delle figure umane cresce progressivamente, creando un contrasto in cui l’aumento della somiglianza estetica si oppone a un netto distacco emotivo. Lingyu Zhao ha presentato invece «A Long Way To Be Home», un viaggio onirico in un mondo virtuale nato dalla ricerca di una casa ideale. L’installazione esplora il senso universale di sicurezza e appartenenza, invitando il pubblico a rifugiarsi in un’oasi immaginaria, innocente e accogliente, che incarna il desiderio struggente di ritrovare un “luogo casa”. L’esposizione si completa con una selezione di video d’artista con i contributi di Mario Carminati, Ilaria Carrara, Moctar Ndiaye, Valeria Olivo, Carlo Rocca, Laura Santini, Beniamino Sciabica, Andrea Toscano, Erika Ungari e Lorenzo Villa.





«Questa esperienza a Osaka – afferma il curatore Daniele Maffeis – è stata un’occasione importante per tutte le studentesse e gli studenti coinvolti nel progetto che hanno potuto presentare, su un palcoscenico internazionale, i loro risultati di ricerca di studio. Il nome del progetto collettivo “WOW We one wawe (Noi un’onda) rimanda simbolicamente all’acqua, un elemento che purifica e rigenera la nostra esperienza a cui consegniamo la nostra possibilità di futuro, con le arti e la formazione che diventano sempre più un elemento di promozione umana e di salvezza. L’onda è anche l’insieme delle idee dei nostri ragazzi, chiamati a immaginare il domani e a essere protagonisti delle scelte del presente»



«L’Accademia di Belle Arti – sottolinea la vice direttrice del Politecnico delle Arti di Bergamo con delega alla direzione dell’Accademia di Belle Arti Maria Grazia Recanati – è fiera e orgogliosa di essere protagonista di un evento di così grande prestigio, un appuntamento internazionale che permette al mondo di accendere i fari sull’arte e sul mondo della formazione attraverso un tema preciso: “progettare la società futura per le nostre vite”. Grazie al curatore Daniele Maffeis per il grande lavoro che ha fatto in questi mesi per permettere all’Accademia di essere presente a Osaka e a tutte le studentesse e a tutti gli studenti che hanno lavorato al progetto».



«Ancora una volta – commentano infine la direttrice del Politecnico delle Arti Daniela Giordano e il presidente del Politecnico delle Arti Giorgio Berta – la nostra istituzione è protagonista di un progetto internazionale che porta il nome di Bergamo nella scena artistica e sociale internazionale. Essere a Osaka per noi è il frutto di un lavoro quotidiano che in questi giorni viene conosciuto e riconosciuto anche da un pubblico mondiale. Grazie anche a tutte le altre realtà italiane che hanno partecipato insieme a noi all’Expo»



Oltre al Politecnico delle Arti di Bergamo, hanno partecipato al progetto collettivo l’Accademia di Belle Arti di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Firenze, l’Accademia di Frosinone, l’Accademia Ligustica di Genova, l’Accademia di Lecce, l’Accademia di Napoli, l’Accademia di Palermo, l’Accademia di Ravenna, l’Accademia Albertina di Torino e gli ISIA di Roma, di Firenze, di Pescara e di Faenza, oltre all’Accademia di Roma come capofila.

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