Occhiuto ha vinto in Calabria. Ecco perché ha vinto il centro destra






✅ PERCHÉ HA VINTO IL CENTRODESTRA IN CALABRIA

1. Forte consenso per Roberto Occhiuto

Occhiuto (Forza Italia) ha gestito con continuità e pragmatismo la Regione, specialmente su sanità e infrastrutture.

È percepito come un presidente “moderato” e operativo, il che ha attratto anche elettori non strettamente di centrodestra.

Il suo profilo è più tecnico che ideologico.


2. Frammentazione dell’opposizione

Il centrosinistra ha puntato su Pasquale Tridico (ex presidente INPS), una figura stimata ma con scarso radicamento sul territorio.

L’alleanza tra PD, M5S e altre forze progressiste non è apparsa compatta né particolarmente coinvolgente per gli elettori.


3. Struttura e controllo del territorio

Il centrodestra in Calabria ha una rete consolidata di amministratori locali, sindaci, consiglieri — cosa che facilita la mobilitazione del voto.

Forza Italia resta particolarmente radicata nel Sud, dove continua a essere un punto di riferimento moderato e clientelare.


4. Voto “di conferma”

Molti elettori calabresi, pur critici verso la politica, hanno optato per la continuità piuttosto che il cambiamento incerto.





🔄 CONSEGUENZE POLITICHE

🔹 A livello regionale

Occhiuto avrà ora più legittimità e forza politica per affrontare sfide complesse (sanità commissariata, dissesto idrogeologico, lavoro).

Possibile rimpasto o rafforzamento della giunta, con spazi per Lega e Fratelli d’Italia, alleati in coalizione.


🔹 A livello nazionale

Giorgia Meloni esce rafforzata: la coalizione di centrodestra continua a dominare anche nelle regioni del Sud.

La vittoria dà fiato a Forza Italia, che con Occhiuto mostra di poter ancora giocare un ruolo centrale, soprattutto post-Berlusconi.

Il PD e M5S invece registrano un altro passo falso: la loro alleanza non produce ancora risultati vincenti al Sud.





📉 Un dato preoccupante: l’affluenza

L’affluenza è stata molto bassa (intorno al 44%), segno di disillusione e sfiducia diffusa, soprattutto tra i giovani.

Questo penalizza soprattutto l’opposizione, che fatica a mobilitare elettori stanchi o delusi.

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