Il divario economico tra il nostri campionato e i principali competitor europei, Premier League in primis, aumenta anno dopo anno.
Il divario economico tra la Serie A e i principali campionati europei capitanati dalla Premier League è sempre più evidente.
Una differenza spaventosa che non accenna a placarsi e che aumenta con il passare degli anni come dimostrano i dati sui fatturati: le sei principali squadre italiane (Inter, Roma, Lazio, Juventus, Napoli e Milan) hanno registrato un fatturato totale di 1,5 miliardi di euro nella stagione 2021/22 (l’ultima con dati accertati), mentre le sei principali squadre inglesi (Manchester City, Manchester United, Tottenham, Liverpool, Chelsea e Arsenal) hanno raggiunto i 3,48 miliardi di euro. Un divario impressionante.
Un altro esempio emblematico: il Napoli, vincendo l’ultima Serie A, ha incassato 70 milioni di euro mentre le squadre salite dalla Championship alla Premier League si sono messe in tasca oltre 220 milioni, una differenza abissale che dimostra l’enorme differenza di introiti che aumenta anno dopo anno.
Una delle principali ragioni è la differenza negli introiti dei diritti televisivi. Una squadra neopromossa in Premier League può guadagnare fino a 105 milioni di euro solo dai diritti TV, mentre una compagine che sale dalla Serie B alla Serie A potrebbe incassare circa 25 milioni di euro dai diritti TV e altri 10 milioni come “paracadute” nella stagione successiva.
Altro tema molto importante dove l’Italia è indietro anni luce rispetto alle altre realtà europee riguarda i ricavi da stadio.
Le strutture moderne e di proprietà presenti in Inghilterra garantiscono entrate che le maggioranza delle società italiane, ancorate a stadi vecchi e di proprietà comunale, non può neanche lontanamente immaginare.
Tutto quanto detto finora ha ripercussioni sul livello di competitività per le nostre società che non possono pareggiare gli stipendi offerti dalle principali squadre europee con una conseguente migrazione dei più forti giocatori del mondo ad altre latitudini.
Trovare una soluzione nell’immediato è difficile se non impossibile, ma il momento delle riforme promesse da più parti non può essere rinviato: c’è in gioco il futuro del calcio italiano.
Stefano Villa – reporter cooperator
L’opinione sportiva: LA PREMIER LEAGUE VOLA ALTO, LA SERIE A RESTA INDIETRO
