Charlie Kirk, 31 anni, noto attivista conservatore e cofondatore di Turning Point USA, è stato colpito a morte durante un suo intervento pubblico all’Università Utah Valley (UVU), a Orem, Utah.
L’evento faceva parte del suo “American Comeback Tour”, con una sezione Q&A (“prove me wrong”) davanti a circa 3.000 persone.
Il proiettile è stato sparato da un singolo colpo, con arma da fuoco tipo “bolt-action rifle” (fucile a otturatore, alta precisione).
Il colpo è partito da un edificio (si sospetta un tetto), da una distanza stimata tra i 140 e 200 metri.
Kirk è stato colpito al collo, è stato portato in ospedale, ma è deceduto poco dopo.
Il governatore dello Utah, Spencer Cox, ha definito l’atto “un assassinio politico”.
Alcune persone sono state inizialmente fermate (“person of interest” etc.), ma nessuna accusa contro di loro è al momento confermata. Nessun sospetto è stato preso in via definitiva come autore del colpo.
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⚠️ Elementi non ancora chiariti / in corso di indagine
L’identità del tiratore è ignota. Non si è ancora appurato chi abbia sparato né quali siano i suoi motivi precisi.
Sebbene si parli di motivazione politica, non è ancora emerso con certezza un movente ideologico specifico (odio verso un gruppo, attivismo estremo, etc.).
Le prove fisiche (armi recuperate, impronte, tracce) sono sotto esame. Per esempio, un fucile sospettato è stato recuperato in un’area boschiva vicina, e si sta analizzando materiale come impronte e filmati di telecamere di sicurezza.
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📌 Implicazioni e reazioni
L’evento ha generato una forte reazione nazionale, sia da parte di esponenti conservatori che di liberali, tutti condannando la violenza politica.
Si è riaperta la discussione negli USA sul rischio crescente di violenza politica, specialmente in eventi pubblici di forte polarizzazione.
Donald Trump ha annunciato che intende conferire a Kirk la Medaglia della Libertà postuma.
Emanuele Dondolin-direttore di Contgnews
Giornalista pubblicista iscritto all’ordine
Giornalista pdg biella
