Venerdì 1 agosto e sabato 2 ci sarà un appuntamento importante per i francescani: la Solennità del Perdono di Assisi. Per i francescani della diocesi di Biella l’appuntamento sarà nella basilica di S. Sebastiano, in via De Fango 4. Si inizierà venerdì 1 agosto alle ore 21:00 con la Veglia Penitenziale con Adorazione Eucaristica animata con i canoni di Taizè e, per chi lo desiderasse, la possibilità di confessarsi; ad animare la Veglia provvederanno Marina Schiavinato (chitarra e voce) e Dario Retegno (violino). Ma il culmine sarà sabato 2 agosto, con il seguente programma: alle ore 7.45 verrà celebrata una prima messa, alle ore 10:00 si celebrerà una seconda messa, alle ore 17.30 si reciteranno i Vespri Solenni e alle ore 18:00 verrà celebrata la Santa Messa solenne.
Ma qual è il significato di questa Solennità? Il Perdono di Assisi, concesso dal Signore per intercessione della Vergine Maria a San Francesco dopo una notte di preghiera, è il perdono totale di tutte le colpe e le pene, in cielo e in terra, dal giorno del battesimo fino a quando lo si ottiene. Può essere richiesto per sé o per i defunti dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno in questo modo:
Accostarsi al sacramento della Confessione per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);
Prendere parte alla S. Messa e ricevere la Comunione Eucaristica;
Visitare la chiesa della Porziuncola o un’altra chiesa francescana o la propria chiesa parrocchiale, per recitare alcune preghiere, come il Credo, il Padre Nostro o una preghiera secondo le intenzioni del Papa (es. Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre)
La comunione e le preghiere devono essere fatte lo stesso giorno nel quale si ottiene l’indulgenza.
Per conoscere l’origine della Solennità del Perdono di Assisi si possono leggere le Fonti Francescane (FF 3392-3399), dalle quali ora attingiamo: una notte del 1216 Francesco era immerso nella preghiera nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente rifulse una luce e Francesco vide sopra l’altare Cristo e alla destra Sua Madre, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio il Signore. Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime e Francesco chiese che a tutti coloro che, pentiti e confessati, fossero andati a visitare quella chiesa, venisse concesso il perdono, con una completa remissione delle colpe. Il Signore rispose che Francesco era degno di grandi cose e che, quindi, avrebbe accolto la sua preghiera, purché Francesco chiedesse al papa, da parte del Signore, quella indulgenza. Francesco si recò dal Pontefice Onorio III, che in quei giorni si trovava a Perugia, e gli raccontò la visione. Dopo alcune difficoltà, Onorio III diede la sua approvazione; poi gli domandò per quanti anni volesse l’indulgenza. Al che Francesco diede la famosa risposta: <Padre Santo, non domando anni, ma anime>. Con grande stupore del papa, Francesco non volle nessun documento: gli bastava la parola del Santo Padre, perché la carta sarebbe stata la Vergine Maria, il notaio sarebbe stato Cristo e i testimoni sarebbero stati gli Angeli. Qualche giorno dopo, insieme ai vescovi dell’Umbria e al popolo accorso alla Porziuncola, Francesco, commosso, esclamò: <Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!>.
Michel Camillo – membro della Redazione
La Solennità del Perdono di Assisi. Articolo di Michel Camillo .
