#arte#Umberto Boccioni: l’ artista italiano contemporaneo dialoga con le parole di Michel Camillo

Umberto Boccioni nacque a Reggio Calabria il 19 ottobre 1882. I suoi genitori, Raffaele Boccioni e Cecilia Forlani, erano originari di Morciano di Romagna (località sita a venticinque chilometri da Rimini); il padre, che di professione era usciere di prefettura, fu costretto a trasferirsi in varie città d’Italia in base alle esigenze di servizio. Umberto aveva una sorella maggiore, Amelia, nata a Roma. Umberto Boccioni trascorse una parte della giovinezza a Catania, dove frequentò l’istituto tecnico, fino a conseguire il diploma; sempre a Catania collaborò con alcuni giornali locali e scrisse il romanzo Pene dell’anima (datato 6 luglio 1900). Ma gli interessi di Boccioni si estesero anche alla filosofia: egli infatti approfondì il pensiero del filosofo francese Henri Bergson, leggendone il libro Materia e memoria. Umberto Boccioni trascorse alcuni anni a Parigi, dove ebbe una relazione con Augusta Popoff; dal loro amore nel 1907 nacque un figlio, che fu chiamato Petr (ossia Pietro); sempre a Parigi nel 1911 Umberto Boccioni incontrò Pablo Picasso e Georges Braque. Quando scoppiò la grande guerra, Boccioni non solo si schierò apertamente con gli interventisti, ma partecipò ad alcune manifestazioni a sostegno dell’ingresso in guerra dell’Italia e in una di esse fu addirittura arrestato (questo episodio avvenne a Bologna, nell’autunno del 1914). Quando l’Italia entrò nel primo conflitto mondiale, Umberto Boccioni si arruolò come volontario. Ma le sue aspettative rimasero deluse; emblematica in questo senso una sua lettera, scritta nell’ottobre 1915: la guerra <quando si attende di battersi, non è che questo: insetti + noia = eroismo oscuro>. Umberto Boccioni morì nella grande guerra, ma la sua morte in un certo senso fu beffarda, perché Boccioni non morì in combattimento, ma a causa delle ferite che si era procurato cadendo accidentalmente dalla propria cavalla, imbizzarritasi alla vista di un autocarro; l’incidente si verificò il 16 agosto 1916 in località Sorte a Chievo (frazione di Verona) durante un’esercitazione militare e Umberto Boccioni si spense il giorno successivo, a trentatré anni.

Nel 1910, insieme a Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni collaborò alla realizzazione del Manifesto tecnico del movimento futurista; a esso nel 1911 seguì il Manifesto dei pittori futuristi, che Boccioni scrisse insieme a Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini. Inoltre Boccioni scrisse assiduamente su Lacerba.

Umberto Boccioni fu sia pittore, sia scultore; prima di aderire al futurismo, era stato divisionista. Nei suoi dipinti Boccioni evitò le linee rette e utilizzò colori complementari. Per quanto riguarda la scultura, dobbiamo premettere che purtroppo la maggioranza delle sue opere scultoree non è sopravvissuta; in ogni caso, Boccioni di solito trascurava i materiali nobili come il marmo e il bronzo, preferendo il legno, il ferro e il vetro.

Michel Camillo – membro della Redazione

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