Ritratti Sportivi di Stefano Villa : GIACINTO FACCHETTI, UN ESEMPIO DI CORRETTEZZA

Un uomo che ha segnato la storia del calcio con il sano esempio e la parola data sempre rispettata: ecco chi è stato Giacinto Facchetti.

Il Cipe ci manca, ci manca molto. Ci manca la sua educazione, la sua correttezza, il suo savoir faire. Giacinto Facchetti ci ha lasciato troppo presto.

Nato a Treviglio il 18 luglio del 1942 Giacinto Facchetti cresce con una struttura fisica imponente (188 cm per 85 kg) e fin da giovane mette in mostra le sue doti nel settore giovanile della Trevigliese prima di passare all’Inter. Helenio Herrera, allenatore in quel periodo dei nerazzurri, lo fa debuttare in Serie A il 21 maggio 1961 in un Inter-Roma vinto 2-0 e per questo ragazzone ha un’idea fantastica in mente: per il Mago Cipelletti, questa la storpiatura del suo cognome “ideata” da HH che porterà al soprannome di Cipe, può diventare il primo terzino fluidificante della storia del calcio, l’antenato dei vari Cafù, Maicon e Dani Alves.
L’esperimento ha un grandissimo successo: Facchetti diventa un’arma fondamentale nello scacchiere tattico di Herrera e di chi verrà dopo di lui e chiuderà la carriera con 59 reti in Serie A, un record tuttora imbattuto per un difensore (con un massimo di 10 nella stagione 1965/66).

Facchetti diventa un simbolo della società nerazzurra e prende parte all’epopea della Grande Inter rimanendo a Milano, diventando Capitano, fino al 1978 conquistando quattro Scudetti, una Coppa Italia, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, un palmares di tutto rispetto.
Anche in Nazionale Facchetti dice la sua prendendo parte ai Mondiali del 1966 e del 1970, oltre alla spedizione vincente agli Europei nel 1968, l’unico successo degli Azzurri in questa competizione.

Dopo il ritiro dal calcio giocato Facchetti diventa prima accompagnatore della Nazionale ai Mondiali del 1978, e poi vice presidente dell’Atalanta nel 1980. Torna all’Inter quando Massimo Moratti acquista la società ricoprendo vari ruoli dirigenziali fino a quando, il 19 gennaio 2004, Giacinto Facchetti diventa il primo giocatore della storia nerazzurra a ricoprire la carica di presidente. Un ruolo che manterrà fino al 4 settembre 2006 quando un tumore al pancreas lo porta via dalla sua dimensione terrena.

La sua figura è stata messa in discussione, in maniera subdola visto che non ha potuto difendersi, nel processo di Calciopoli dove ancora una volta chi ha commesso reati che hanno rovinato l’immagine del calcio italiano ha perso un’occasione per rimanere in silenzio. Invece il suo nome è stato tirato in ballo più di una volta, ma un uomo come Giacinto Facchetti non potrà mai essere considerato un male del nostro calcio. Mai.

Facchetti è stato inserito nella lista dei primi 100 giocatori FIFA della storia del calcio, con ampio merito. Il gigante di Treviglio è stato un esempio di correttezza che dovrebbe essere celebrato e non messo in dubbio.

Stefano Villa – reporter cooperator

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