Il caso del centravanti del Milan ora al Lecce è emblematico: in Italia non si vogliono lanciare i giovani nel calcio che conta.
Il momento che sta vivendo il calcio italiano da ormai vent’anni non è certamente dei migliori. Pessimi risultati per la nazionale, impianti sempre più fatiscenti e una vera e propria incapacità di lanciare, come succede con successo negli altri campionati europei, i giovani prospetti. Per quest’ultimo punto uno dei casi più emblematici è certamente quello che vede protagonista il giovane talento del Milan Francesco Camarda.
Il suo esordio in Serie A a soli 15 anni e 260 giorni gli ha permesso di diventarle il più giovane esordiente nella storia del massimo campionato, ma ancor prima di debuttare tra i grandi la sua storia è stata ampiamente pubblicizzata dalla stampa italiana che fin dal suo percorso giovanile in rossonero (straordinario per numeri in zona gol) ha iniziato a considerarlo un fenomeno pronto ad esplodere al più presto.
L’idea del Milan è stata quella di far crescere Camarda nella sua seconda squadra in Lega Pro facendogli assaggiare l’aria della prima squadra principalmente in allenamento, un progetto tecnico che ha sollevato numerosi interrogativi sulla strategia del club per valorizzare uno dei più interessanti giovani talenti del nostro calcio. Ora la nuova esperienza a Lecce potrebbe fare la differenza per il suo futuro.
Rispetto ad altri paesi europei, in Italia si va sempre con i piedi di piombo per quanto concerne l’utilizzo dei giovani giocatori, qualcosa che non accade in altri campionati europei dove club come Bayern Monaco, Borussia Dortmund, PSG e Barcellona sono noti per la loro capacità di lanciare giovani talenti e di offrire loro le giuste opportunità per crescere e maturare.
Il vero problema in Italia da questo punto di vista è la mentalità. Non c’è tempo per costruire perché tutto è sempre in discussione e si vogliono risultati subito.
Un allenatore raramente ha la possibilità di lavorare sul lungo periodo, e così preferisce il giocatore “già pronto” rispetto al giovane da far crescere.
È certamente ora di cambiare approccio e iniziare a dare fiducia a questi ragazzi. Solo così potremo scoprire i veri talenti, anche in Italia perché i giovani hanno bisogno di minuti in campo e possibilità di sbagliare.
Camarda è solamente uno dei tanti giovani che meritano di avere più spazio, ma la vera domanda è una sola: quando si capirà che non si può più rimandare questa politica?
Stefano Villa – reporter cooperator
L’opinione sportiva: FRANCESCO CAMARDA È L’ARCHETIPO DEL CALCIO ITALIANO
