La Veglia di Pentecoste irrompe  nel Duomo di Biella

Sabato 7 giugno alle ore 20:45 nella cattedrale di Biella si è celebrata la Veglia di Pentecoste con la Liturgia della Parola.
Si è iniziato all’ esterno, davanti al Battistero, dove è stato acceso il fuoco che simboleggia lo Spirito Santo; lì il vescovo di Biella Monsignor Roberto Farinella ha aperto la celebrazione, esortando a sentire viva la presenza dello Spirito Santo e ha benedetto il fuoco.
Poi la celebrazione si è spostata all’ interno della cattedrale, per la Liturgia della Parola.
A pronunciare l’omelia è stato lo stesso Monsignor Farinella, che ha iniziato dicendo che la Veglia di Pentecoste è un evento significativo per tutta la Chiesa Diocesana. Cinquanta giorni dopo la Pasqua il Signore Gesù ci ha donato lo Spirito Santo. La Pasqua è l’ottavo giorno, il giorno senza fine. La festa di Pentecoste ricordava il giorno nel quale Israele aveva ricevuto dal Signore il dono della Legge. La nostra presenza questa sera diventa una testimonianza che le parole del Signore sono vere. La preghiera per la pace è un’ intenzione raccomandata da papa Leone XIV. La Veglia di Pentecoste è una delle Veglie principali dell’ anno liturgico. I confini della terra per noi sono anche i confini delle nostre parrocchie. Poi il vescovo ha fatto riferimento alla prima lettura di questa sera, tratta dal libro del Profeta Ezechiele: lì compaiono delle ossa senza vita, ma lo Spirito del Signore fa sì che quei corpi senza vita tornino a vivere. Lo Spirito ci fa uno e ci raduna con la Sua forza umile e nello stesso tempo potente; lo Spirito non omologa le persone, ma le diversità sono composte in unità. Poi Monsignor Roberto ha fatto riferimento al vangelo odierno, dove Gesù dice: “ho molte cose da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso”. Questo significa che la verità piena non è un possesso che si può ottenere improvvisamente, ma un cammino. Infine il vescovo ha detto la Chiesa nasce sulla Croce, quando Gesù esala lo Spirito. La lingua che ci insegna lo Spirito Santo è la lingua della carità e dell’ amore.
Il rito religioso è proseguito con canti e invocazioni allo Spirito Santo.
Alla fine il vescovo ha ringraziato i confratelli presenti e chi ha preparato la celebrazione; poi ha impartito la benedizione ai presenti.

Michel Camillo- membro di Redazione

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