Giovedì 22 Maggio alle 18:15 nella Chiesa della Trinità di Biella si è celebrata la festa di Santa Rita; il culmine è stato alle ore 18:15, quando don Massimo Minola ha celebrato la Santa Messa.

A pronunciare l’omelia è stato lo stesso don Massimo, che ha iniziato ricordando che nel 1900, anno Giubilare, Papa Leone XIII proclamò Rita Santa. Come mai questo avvenne così tardi, dato che Rita morì nel 1457? Perché la prima fonte di santità è il sentimento dei fedeli verso una persona. Rita esercitava la virtù della Speranza (e noi stiamo proprio vivendo il Giubileo della Speranza); la speranza cristiana è possedere Dio. In ogni passaggio della sua vita Rita seppe sperare nel Signore, come faceva Abramo e Dio come ricompensa la rese forte.

Rita fu forte, perché custodiva Gesù Cristo. Poi don Minola ha parlato del celebre episodio della spina che si conficcò nella testa di Santa Rita mentre pregava; ha invitato a ricordare che in quel contesto il centro è Cristo, non Rita.

Poi don Massimo ha fatto notare che Rita era sempre in monastero, non come certe monache di oggi che sono sempre in giro, anche se ovviamente per motivi pastorali. Nella vita ci sono anche le spine, ma esse, insieme alla rosa, servono a formare l’uomo o la donna.

Dopo l’omelia lo stesso don Massimo ha letto una preghiera rivolta appunto a Santa Rita.

La Santa Messa è proseguita con la consacrazione eucaristica e la benedizione Solenne.

Alla fine i fedeli sono stati invitati ad andare a baciare la reliquia di Santa Rita.
Michel Camillo-membro della Redazione

