Silvia Avallone & Michel Camillo uniti in un matrimonio romanzesco . Quando l’amore fa miracoli

Nell’articolo precedente avevamo illustrato la biografia di Silvia Avallone e fatto un cenno alla sua attività poetica; questa volta invece presenteremo i suoi primi due romanzi.

Il primo romanzo di Silvia Avallone si intitola Acciaio ed è stato pubblicato nel 2010; nello stesso anno il romanzo si è aggiudicato il Premio Campiello (nella categoria Opera Prima) e si è classificato secondo al Premio Strega. Acciaio è ambientato nei primi anni del XXI secolo: nel corso del romanzo si parla infatti dell’attentato alle Torri Gemelle, dandone una lettura piuttosto differente dalla versione ufficiale; gli ultimi fatti narrati sono relativi al giugno 2002. Le protagoniste sono Francesca Morganti e Anna Sorrentino, due ragazze di quasi quattordici anni che vivono a Piombino, in via Stalingrado (una via puramente immaginaria); Francesca e Anna abitano nei casermoni prospicenti il mare che il comune ha destinato agli operai e il loro non può che essere definito un quartiere di frontiera. Entrambe le ragazze sono alle prese con situazioni familiari piuttosto complicate: Francesca deve sopportare le angherie di un padre-padrone, Enrico, infatuato e molto geloso della figlia; Anna ha invece per padre un delinquente di piccola tacca, Arturo, oltretutto assillato da manie di grandezza. Le valutazioni del romanzo sono state discordanti: alcuni hanno accusato la Avallone di avere descritto Piombino come una città degradata e vittima della delinquenza; invece il compianto critico Giorgio De Rienzo ha definito Acciaio <un libro che sfiora toni da epopea>. Nel 2012 è stata realizzata la versione cinematografica del romanzo.

Il secondo romanzo di Silvia Avallone è intitolato Marina Bellezza ed è stato dato alle stampe nel 2013. Vi si narra la storia d’amore fra Marina Bellezza e Andrea Caucino, due giovani della Valle Cervo; Andrea è in rotta con la propria famiglia da anni, mentre Marina ha una madre alcolista e un padre assente e dedito al gioco d’azzardo. Sia l’infelicità che regna nelle rispettive famiglie, sia la società che non ha posto per loro spingono entrambi i protagonisti a ribellarsi alle regole: Marina rincorre il sogno della celebrità, Andrea si ritira dal frastuono del mondo e si immerge nella natura. Sullo sfondo del romanzo troviamo una crisi economica generalizzata, l’apparente mancanza di sbocchi occupazionali per tutta una generazione e il declino del territorio biellese. Marina Bellezza viene considerato un romanzo di formazione, con i protagonisti che cercano la strada giusta per realizzare i rispettivi progetti, pagando di persona per gli sbagli commessi. I giudizi critici su quest’opera sono stati quasi tutti positivi: vi si sono riconosciuti uno stile pulito e coinvolgente e la capacità dei personaggi di appassionare il lettore; solo la parte iniziale della trama è apparsa ad alcuni addetti ai lavori un po’ lenta.

Michel Camillo – membro della Redazione

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