L’opinione sportiva di Stefano Villa:GRAZIE DI TUTTO POP

Si è chiusa l’era di coach Gregg Popovich alla guida dei San Antonio Spurs, un periodo semplicemente irripetibile.

29 stagioni, 5 titoli NBA, 3 premi di miglior allenatore dell’anno e 1422 partite di regular season allenate (nessuno meglio di lui in quest’ultimo dato): basterebbero questi numeri per capire l’impatto che ha avuto Gregg Popovich per i San Antonio Spurs.

Nelle scorse ore la franchigia texana ha annunciato che si è chiusa ufficialmente l’era di Popovich da allenatore della squadra, anche se rimarrà come President of basketball operations.

L’ictus che l’ha colpito nel novembre 2024 ha costretto Pop a prendere una pausa che si è trasformata in definitiva con il ruolo di head coach che è stato assegnato ad interim al suo vice Mitch Johnson che ora è stato confermato per la prossima stagione.

Dopo 35 anni trascorsi a San Antonio di cui 29 da head coach, Popovich ha deciso di fare un passo indietro chiudendo un’era assolutamente irripetibile nella storia della NBA. Le vittorie con il trio Duncan, Ginobili e Parker sono entrate nell’immaginario collettivo in maniera potente: quegli Spurs sono riusciti a rimanere sulla cresta dell’onda per un periodo lunghissimo riuscendo ad evitare per tanti anni il famigerato saliscendi che la lega “impone” per l’equilibrio competitivo.

Gli allenatori che sono stati nel suo staff e che ora siedono sulle panchine più importanti della NBA sono un numero molto elevato (Steve Kerr su tutti), un’eredità che dimostra la bontà del lavoro compiuto da Popovich in questi anni.

Non sarà facile per il pur bravo Johnson prendere il posto dell’uomo che ha elevato la franchigia texana da squadra transitoria a vera e propria eccellenza della NBA. Un signore della panchina che merita il più sentito ringraziamento di chi ha visto anche soltanto una gara di NBA negli ultimi trent’anni.

Stefano Villa – reporter cooperator

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