





Che ne direste di un viaggiatore alla ricerca di destinazioni che sanno SOLO, espressamente, di arte, storia e bellezza??
Ma se vi dico che la destinazione è un paese, come parte integrante di un angolo di mondo, che pochissimi hanno osato esplorare se non provenienti da Bukkara e entrare con un visto speciale, per visitare i vulcani di gas situati nelle vicinanze del Uzbekistan …………uno dei più inaccessibili al mondo, il Turkmenistan di cui per la difficoltà di ottenere il visto d’ingresso, tanto che alcuni paragonano il Turkmenistan (assurdistan) alla Corea del Nord in termini di difficoltà di accesso.
In questo paese dove in realtà essere citati di “benvenuto” è la capitale…ASHGABAT!










Una città di marmo bianchissimo, un deserto di contrasti dove dovrebbero vivere un milione di abitanti ma immediatamente rendersi conto di trovarsi soli, io e Nerina.
Strade letteralmente vuote, ma divise militari ovunque che per nostra convinzione, appartenenti del territorio unico al mondo che si ricordi testimone di due guerre mondiali, preferibile immaginare Ashgabat destinandogli il titolo di città videogioco, tipico dell’espressione di un paese del continente ASIA.
La visita della città è spettacolare, un lusso sfrenato dantesco dove la via principale, degli edifici di marmo di carrara, lunga 7 km circa, su cui brilla un’illuminazione da “CHAMPS ELISEE”, con una costellazione di simboli artistici di ogni forma e significato, tutte le fontane adornate da statue bellissime, raffiguranti la dinastia di Saladino, caratteristiche artistiche che non debbano far mancare l’opera delle valutazioni internazionali di un mondo sotto la LEGIDA PATROCINAZIONE dell’UNESCO, da rammentare chiaramente che nel 1995 il Turkmenistan, dopo essere stato abbandonato a seguito dell’implosione della ex CCCP, venne dichiarato una nazione NEUTRALE, che detiene il Guinness World Record come paese co più edifici al mondo di marmo di Carrara, ma che non sono che degli enormi edifici vuoti, usati solamente per fare bella impressione.
Moschea Turkmenbasy Rhy
Moschea Ertugrul Gazi
Moschea Saparmurat Hajji
National Museum of Turkmenistan
Il palazzo presidenziale un’opera da “NOTTI D’ORIENTE” della favola di Disney, al quale è proibito avvicinarsi, solo transitare senza stop per osservarne la specifica bellezza degli ornamenti auriferi delle cupole, terminanti con la mezza luna islamica, un progetto di design d’interni che riflette la grandezza e la maestosità del palazzo situato al centro della città, che rammenta la rinascita dal tremendo terremoto che devastò la capitale nel 1948, in cui morirono 110.000 persone.
Tutte strutture architettoniche di una bellezza e pulizia da fare invidia, dandoci quella percezione che la motivazione venga celata per attendere ciò che solo il futuro eviterà lo scetticismo che regna sovrano camminando a notte fonda per la via del centro in attesa che passi una ronda militare che si fermi a chiederci “cosa stai facendo?”, per cui caricarci e portarci al hotel dove eravamo ospitati.
Lasciando la capitale ci avviamo sulla via delle montagne, Kopet Dag, che salgono fino all’altezza di 2000 metri in cui si possono visitare luoghi speciali, uno tra questi è il villaggio delle due piante bibliche millenarie, Nohur, 1250 anni e la cavità sotterranea di acque magiche in cui potersi rilassare ma non più di tanto per la pericolosità dell’esalazione di gas che emerge dalle vene d’acqua formando piscine sotterranee alla profondità di 50/80 mt.
Passata la notte presso un famiglia che ci ospita gradevolmente, con pavimenti in legno e letti di stuoie di lana caprina, si cena con tradizione assolutamente locale, una temperatura gradevolissima, la notte meravigliosa nell’ambiente silenziosissimo, interno ed esterno da temperature sugli zero gradi.
Lasciando Nohut ci si avvia nell’immensa distesa del 3° deserto del pianeta….il Karacum desert!!
Un territorio letteralmente sabbioso, popolato da sole mandrie selvatiche di dromedari, a cui io mi abbandono, con un salto da Jawa, umanoidi del deserto, e lanciarmi a rincorrere un gruppo di dromedari e catturarne uno per cui fare amicizia anche se la guida mi rimprovera duramente perché essendo selvatici hanno le potenzialità di mordere e rivelarsi molto pericolosi.
Dopo 4 ore di auto, quindi arrivati alla destinazione mondiale dell’Asia Centrale………passare la notte a dormire in una spettacolare jurta, tra gli stravolgenti crateri gassosi, unici della terra, di Darvaza!!!
Una tremenda visione di colonne di fuoco esalare naturalmente dalla terra, con espansioni calorosissime di fuoco, che illuminano a raggio di alcune centinaia di metri il luogo di Darvaza con il fragore delle emissioni ……….da inferno dantesco!!!!
Dopo la notte, vissuta in jurta pastorizia, nel nulla desertico, adorare di essere con il tetto circolare e il centro con apertura per cui essere beneficiati di osservare le costellazione e galassia lattea del cielo in notturna, ci aspettano 6 ore di auto per ritornare nella capitale Ashgabat, trascorrere la notte e il mattino seguente essere trasportati all’Aeroporto Internazionale e lasciare il paese………..un arrivederci alquanto dubbioso ma lasciare un ricordo da viaggiatori a dir poco unico per tutta una serie di complessità, di cui essere in grado destreggiarsi, rimane solo dire grazie che queste destinazioni esistano!!
Testo Travel Reporter Dino Pegoraro Nerina Ferraro
Materiale fotografico Dino Pegoraro
