Come poter definire il transito terrestre attraverso deserti e spettacolari città che si incontrano come miraggi??
Bene, il viaggio che un viaggiatore NON PUO’ FARSI MANCARE è lo straordinario attraversamento del tratto più mozzafiato della “VIA DELLA SETA”, UZBEKISTAN.
Scelta del volo in solitaria con Uzbekistan Airlines, da Malpensa, via Madrid, destinazione la terrificante bellezza di Taskent…..la capitale!!
Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka quando ancora giravo l’Europa con la “IRON COURTAIN” degli anni ’80………del MAUER ex DDR ancora In piedi, controllo passaporti spietato a Kok Strasse (check point Charlie), l’Uzbekistan dal 1995 diventa una repubblica dove per entrare era necessario il visto ottenuto direttamente all’ingresso dell’aeroporto di Taskent.







Ririto bagagli e in taxi dritti all’hotel. Con immensa meraviglia nello scendere, dalla Maruti del taxista, l’immensità del Taskent Hotel, un libro a pagine aperte del Corano……strabiliante!!!
Primo problema il cambio, con un €uro il UZ era cambiato in banca a 800 , evito di cambiarlo all’arrivo in aeroporto, perché ai taxisti locali l’€uro è sempre gradito, ma alla concierge un suggerimento inaspettato, senza divulgazione mi dicono che una volta in camera mi avrebbero inviato il cameriere per il cambio in nero……..€uro uno = 1200 UZ, fantastico!!!

Il giorno dopo alè, giornata con le mitiche Maruti per la città a visitare di tutto : museo storico di Taskent, centro che altro non è che una splendida serie di viali enormi e ariosi…..alberati e privi di traffico. Territorio della memoria ai caduti in guerra, enorme spazio dedicato ai militi , visita alla splendida metropolitana con tutte le fermate dedicate alle memorie della capitale, mosaici e pitture splendide ad ogni fermata!! Caldamente suggerito il pranzo al PLAW RSTAURANT, un luogo di degustazione del riso asiatico alla uzbeka, cucinato in una enorme pentola di rame (in tutta l’Asia chiamato PLAW come per il te CHAI, anche in Portoghese UE chiamarsi CHAI per la questione di Gorreana, isole Azzorre, dove l’ultimo cargo olandese che lasciò la colonia malese di Malacca portarsi il carico di piantine e creare la piantagione di Gorreana che è l’unica piantagione asiatica del te in Europa), con enorme quantità di aromi e sapori di pollo, verdura, spezie diverse!!!

La sera di Taskent è davvero una “folies berger”, dove fumare la melassa di tabacco doppia mela nei vari locali di narghilè arabo, discoteche di raffinatezze fisiche asiatiche islamiche ma di una statura elevata e bellezza da riviste di moda……per concludere i giardini pubblici la notte sono frequentati dai cosacchi, che offrono i loro cavalli a cifre da elemosina per una sgroppata notturna attraverso le vie dei giardini del parco pubblico della città.

Il giorno dopo partenza per l’estensione che vale il valore del sogno nel poter osservare le immense bellezze della città famosa per eccellenza della via della seta, Samarkanda…..per meglio dire quella di Vecchioni “Corri cavallo, corri, ti prego Fino a Samarcanda io ti guiderò
Non ti fermare, vola, ti prego Corri come il vento, che mi salverò”, vero come essere lì davanti al Rajistan.
Un complesso detto “Luogo di Sabbia”, una piazza pubblica, dove persone si riunivano per ascoltare i proclami reali, annunciati da squilli di tubi in rame enormi chiamati dzharchis – e un luogo di esecuzioni pubbliche!!
È incorniciato da tre madrase di distintiva architettura islamica che nella storia della cultura islamica indicava una scuola, dove da un lato e l’altro della piazza si ergono le tre facciate delle madrase dalla bellezza indescrivibile Ulugh-Beg, Tilya-Kori, e Sher-Dor.
Gli ingressi adornati da minareti smaglianti di mosaici turchese, con agli angoli alti la raffigurazione di un leopardo color naturale che si riporta anche sulla carta moneta di cambio. Il complesso delle madrase è monumento patrocinato dal UNESCO. Secondo un’antica leggenda, quando fu fondata la città di Samarcanda (VIII secolo a.C.), un leopardo scese dalle montagne Zarafshan e approvò la costruzione della città. Altro complesso l’osservatorio di Ulugh Beg, è un osservatorio astronomico che si trova a Samarcanda, nell’odierno Uzbekistan, uno dei più importanti strumenti utilizzati nell’osservatorio, era un largo arco usato per determinare il mezzogiorno; esso ospitava l’arco dello strumento del quadrante che era alto undici metri e raggiungeva la sommità dell’edificio di tre piani che lo circondava. Con il suo raggio di 40,4 metri era il quadrante più grande del mondo.
La partenza da Samarkanda ci conduce a percorrere l’ultima estensione del paese, da Nord a Sud, sulla strada del deserto si arriva alla città meravigliosa, come fosse una oasi da sogni di “Ali Babà”, Bukkara.

Una città antichissima, molto ben conservata che rivela immediatamente le bellezze monumentali di Piazza Registan, un complesso del centro decorato di splendido turchese come il minareto di Kalyan, la fortezza del Ark di Bukkara il più antico monumento della città, Bolo Hauz moschea unica nei particolare stilistici coranici con i coloratissimi capitelli dei colonnati in legno, mausoleo di Ismail Samani che si trova in un parco appena fuori dal centro storico urbano. Il mausoleo è considerato uno dei lavori più apprezzati di architettura dell’Asia Centrale, ed è stato costruito nel 905 come il luogo di riposo di Ismail Samani, Po-i-Kalyan è un complesso religioso islamico situato intorno al minareto Kalyan, un minareto, progettato da Bako di base circoare alto 45.6 metri, fu costruito dal sovrano Harakhanide Mohammad Arslan Khan nel 1127 per chiamare i musulmani alla preghiera. Ma l’attrazione più coinvolgente, per stile e unicità delle madrase uzbeke è Chor Minor, la Madrasa di Khalifa Niyozkuli, fu costruita nel 1806. Il suo nome si traduce in “quattro minareti”, riferendosi ai quattro minareti identici che adornano l’edificio, ciascuno sormontato da una cupola blu. È interessante notare che ciascun minareto presenta uno stile decorativo distintivo. I disegni sono spesso interpretati come simboli di quattro religioni, tra cui il pesce cristiano, la croce e le ruote di preghiera buddiste.

Si rientra a Taskent per determinare l’ultimo assaggio delle prelibatezze della cucina uzbeka, cercare di trasformare il viaggio da autentici viaggiatori in solitaria nell’essersi sforzati di essere degli antichi carovanieri senza tempo e cultura, solo stile di vita per fondersi in un tentativo di conoscere cosa significasse lo stile di vita dei cammellieri che dedicavano pochissimo del loro tempo famigliare per le colonne dei cammelli che non erano assolutamente equipaggiati della meccanica di oggi, da motori di meccanica e cilindrata travolgente……solo pernottamenti illuminati da galassie universali, oasi di sorgenti per il bene vitale dell’acqua e sabbia, oltrepassando i confini degli altri stati come Turkmenistan dove si estende il deserto del Kara-Kum, terzo per grandezza al mondo dove poter osservare il travolgente fenomeno dei vulcani di fuoco del gas che sala dalla terra di Darvaza.
Articolo di commento del viaggio da Travel Reporter : Dino Pegoraro e Nerina Ferraro
Materiale fotografico di Dino Pegoraro e Ferraro Nerina.

