DINO E NERINAIL VIAGGIO NELLA TERRA DEL CAUCAS0. L’ ARMENIA VIDEO & FOTO DI DINO & NERINA PEGORARO



Da viaggiatori in solitaria ci siamo recati in Armenia che fidatevi è un Paese magico: si tratta dell’ Armenia.
La storia dell’Armenia affonda le sue radici ai tempi del Regno di Urartu, che governò sull’area dal 1000 a.C. e per circa 500 anni. Il suo nome deriva molto probabilmente dal sacro Monte Ararat presente nell’Antico Testamento, oggi al confine turco-armeno e meta di pellegrinaggio.


L’antico regno venne dominato dai Persiani di Dario I° che annetterono il territorio armeno e lo suddivisero in due diverse province, senza nulla dimenticare del passaggio su questa terra delle armate dell’unico imperartore, il più giovane della storia, che in soli 11 anni di regno conquistò il suo titolo di imperatore partendo dalla Macedonia per arrivare nel Rajastan indiano, Alessandro Magno.
Noi siamo partiti dall’Italia (BGY) e siamo arrivati a Turghozu, confine della Turchia per entrare in Georgia; la Georgia un paese di grandi tradizioni per l’alfabeto e la storia che vede la Turchia essere l’unico attraversamento dedicabile per entrare in terra caucasica in quanto le vicissitudini dolorose che vedono il territorio vietato al transito se si dovesse entrare dalla Turchia, impossibile!!


La prima città che si incontra entrando in Georgia è Batumi, città festaiola e piena di locali musicali, sulla promenade della passeggiata, sulla riva del Mar Nero, entrare in qualche casinò dove poter effettuare qualche ricorso alla fortuna per guadagnarsi un week-end di vacanza. La visita si può estendere verso il centro della capitale, Tbilisi…..la EUROPE SQUARE e straordinaria, la sera ancor di più per le luci.
Qui incontriamo il nostro straordinario Amico Karen (parlante italiano essendo un cantante baritono del Teatro Regio di Torino e 4 anni al Teatro La Scala di Milano) con il suo amico autista armeno dove con la propria auto procediamo direttamente al confine sud della nazione ed entriamo in Armenia. Arriviamo verso notte fonda a Yerevan e ci lasciano allo splendido hotel di Yerevan dal cui balcone possiamo rivivere la nostra spedizione sul monte Ararat, perché la montagna in tempi remoti era territorio armeno, appartenente alla religione cristiana per la condizione biblica dell’Arca di Noè……..da Yerevan lo possiamo ammirare diviso dalla linea che determina il confine di stato possessore, la Turchia.


Il giorno dopo una bella  passeggiata alla bellissima città capitale Yerevan, popolatissima e festosa dove durante le sere abbiamo  ammirato bellissimi locali, gustato ottimo cibo, vino e liquori, il cognac della distilleria Yerevan Brandy Company. Un luogo da dedicare una bella camminata si chiama la scalinata della cascata di Yerevan, la più alta scalinata (dopo la Potenkin di Odessa 390 scalini) conta 599 scalini.
Il giorno dopo si parte per l’interno a visitare le bellissime chiese bizantine, luoghi storici della confessione bizantina di cui una detiene il particolare di essere allegata alla roccia. All’interno il nostro caro Amico Karen ci  canta un passaggio del “NESSUN DORMA” con l’eco naturale della roccia, Il monastero di Geghard. Continuando non si può evitare la famosissima cantina Ararat del vino armeno, un particolare vitigno ottimo per la sua gradazione e indicazione geografica.


Procedendo attraversiamo un altro disastro delle vicende storiche, Repubblica Autonoma di Naxçıvan, un luogo vietato da visitare in quanto definito oggetto di sopravvivenza del popolo, non e possibile effettuare esodi e neppure visite da esterni. Sulla strada del rientro a Yerevan una visita assolutamente da fare al Lago Sevan, un bacino d’acqua dolce meraviglioso, poi una fermata al Parco dell’alfabeto dove, in pietra sono rappresentate tutte le lettere dell’antichissimo alfabeto armeno, creato nel 405 d.c. per tradurre la Bibbia. Un gioiello storico da non pedere è il Cimitero di Noraduz, è un cimitero medioevale con un gran numero di khachkar.


Ma la cosa che la vita non smetterà mai di stupirti è l’incontro a Yerevan avuto con la cantante lirica internazionale Lillit Soghomonyan (iniziò la sua carriera da star musica lirica vincendo il Festival Arena di Verona), conosciuta in un paio di momenti italiani dove mi sono reso super disponibile ad accompagnarla ai Catelli della Valle d’Aosta e nel lago di Viverone e una volta a spasso per Bellagio sul lago di Como; ultima volta a spasso per la bellissima Torino, dove nel frangente che una scolaresca si trovava a soffermarsi di fronte al Teatro Regio, porsi immensurabilmente cantare un passaggio dell’Aida……..i ragazzi sono impazziti!!!

Essendo io di Biella al rientro da Torino nel pomeriggio una affascinante passeggiata al Parco Felice Piacenza – Parco della Burcina – di Biella; il tutto per una sua gentile richiesta di  essere il suo fotografo professionale nelle occasioni di svago  anche per la sua necessità di proporle per le sue performance teatrali internazionali, come successo personale nel dimostrare la sua conoscenza e grandissimo amore per l’Italia.


Un’artista professionista incredibile, di cui ci sarebbe da parlare ore infinite per la dolcezza, sensibilità, amore che esprime per il piacere infinito del bello.

https://www.facebook.com/lilit.soghomanyan

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