L’opinione sportiva di Stefano Villa : I PROCURATORI SONO VERAMENTE IL MALE DEL CALCIO? 

Spesso additati come la causa principale dell’esplosione dei conti delle società, i procuratori vengono visti in maniera negativa. Pro e contro di una figura controversa.

Negli ultimi trent’anni i conti delle società calcistiche europee sono deflagrati, un’esplosione cui non è stata ancora trovata una soluzione nonostante i tentativi di porre un freno alle spese (vedi Financial Fair Play).

Una delle voci che ha portato a esborsi milionari è rappresentata dai procuratori, figura nata in questi ultimi decenni per svolgere un’attività di intermediazione volta ad ottenere le migliori condizioni economiche per il giocatore che rappresentano ricevendo una percentuale dell’ingaggio annuale dell’assistito.

Sono infiniti i casi di trattative saltate o cessioni rese inevitabili da richieste economiche esagerate di procuratori che hanno “rovinato” le carriere dei propri assistiti portandoli in campionati di secondo piano ma economicamente più redditizi. Sarebbe però ingiusto considerare gli agenti FIFA come un cancro da estirpare in toto.

In diverse circostanze sono gli stessi club ad avvalersi di figure esterne per ottenere condizioni migliori nell’ambito delle cessioni, denaro che esce dal circuito delle società ma che ha una valenza importante nei conti.
Come spesso accade, in ambito sportivo e non solo, la verità sta nel mezzo.

La figura del procuratore ha portato migliorie nelle condizioni economiche dei calciatori ma al tempo stesso non devono “prendere il sopravvento” sugli atleti che assistono rischiando di tirare troppo la corda con i club che, di conseguenza, preferiscono optare per una cessione per risolvere il problema.

I procuratori migliori sono quelli che finiscono poco sui giornali ma che fanno i fatti nelle sedi opportune: appena verrà appreso questo concetto potrà partire il processo di redenzione degli agenti FIFA.

Stefano Villa – reporter cooperator

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