Brian Howard Clough (Middlesbrough, 21 marzo 1935 – Derby, 20 settembre 2004) è stato uno dei più grandi allenatori inglesi di tutti i tempi. Il suo più grande successo sono state le due Coppe Campioni vinte nel 1978/79 e nel 1979/80 con il Nottingham Forrest, l’apoteosi di un percorso straordinario.
Ma partiamo dal principio: dopo una carriera da attaccante con le maglie del Middlesbrough e Liverpool interrotta prematuramente all’età di 28 anni a causa di un grave infortunio il giorno di Santo Stefano del 1962 diventa il più giovane allenatore del Regno Unito sedendo sulla panchina dell’Hartlepool United dove inizia il sodalizio vincente con Peter Taylor, suo ex compagno al Middlesbrough che risulterà decisivo nelle vittorie dell’allenatore britannico. Il suo carattere non è dei più semplici, ma la sua arroganza sarà fondamentale per raggiungere grandi risultati.
Clough fa molto bene nei quattro anni sulla panchina dell’Hartlepool United preparando la squadra per la promozione che arriverà quando avrà già lasciato il club per andare al Derby County, club che milita in seconda divisione e che con Clough conquisterà traguardi impensabili. Nel 1972 il Derby County si laurea Campione d’Inghilterra in un’annata combattuta superando il Liverpool e il grande Leeds di Don Revie. In questa occasione Clough si fa vedere per quel grande personaggio che è. Infatti subito dopo la partita del suo Derby County, che deve sperare nella sconfitta del Leeds contro il tranquillo Wolverhampton, Clough parte per una vacanza mentre la squadra m parte per una tournee in Spagna sotto la guida di Peter Taylor. E proprio in terra iberica la squadra viene a sapere che il Leeds è stato sconfitto per 2-1 e quindi il campionato è andato al team di Clough!
Lo stesso tecnico inglese dichiarò che non aveva creduto a tutto ciò fino al giorno successivo quando lo lesse sui giornali, il primo successo della storia del club.
Bobby Charlton, stella del Manchester United all’epoca a fine carriera, era certo della vittoria del Leeds, tanto da aver dichiarato alla BBC che la squadra di Don Revie avrebbe sicuramente realizzato il double (il Leeds aveva già vinto la Coppa d’Inghilterra in finale contro l’Arsenal). Questa dichiarazione avrebbe fatto imbestialire i giocatori del Wolverhampton che hanno sputato sangue in campo ottenendo la vittoria.
La stagione successiva il Derby County vuole ottenere il successo in Coppa Campioni e riesce ad arrivare in semifinale dove l’avversario è la Juventus. La squadra bianconera vince il match di andata 3-1 e l’arbitro Schulenburg ammonisce McFarlane e Gemmill, entrambi diffidati, che salteranno il match di ritorno.
Clough è una furia e si accanisce contro la UEFA dichiarando che nell’intervallo alcuni uomini italiani erano entrati dentro lo spogliatoio dell’arbitro. In sala stampa Clough urlerà di tutto contro la squadra italiana e Peter Taylor cerca addirittura di assalire il direttore di gara, fermato prontamente dalla polizia.
Il match di ritorno è una vera e propria caccia all’uomo, anche se il Derby County ha la grande occasione di rientrare in partita quando viene fischiato un calcio di rigore che però viene sbagliato da Hilton mandando in fumo le residue speranze del team inglese, che viene eliminato.
Ormai il duo Clough-Taylor è diventato più grande del team stesso, tanto che il presidente Sam Longson, in profumo di incarico nella Federcalcio inglese, decide di entrare in rotta di collisione con quell’allenatore che gli aveva fatto vincere il titolo ma che era diventato scomodo.
Clough non si fa prendere dal panico e decide di ripartire dalla Terza Categoria sulla panchina del Brighton che però lascia a fine stagione per accettare l’incarico di allenatore del Leeds, questa volta senza il fidato Peter Taylor che preferisce continuare l’avventura iniziata la stagione precedente.
Dopo soli 44 giorni di continui dissidi con la squadra, rimasta fedele a Don Revie, Clough lascia il Leeds e la sua carriera da allenatore sembra sul viale del tramonto. Un’avventura che ha ispirato il film “Il Maledetto United” con un magistrale Michael Sheen nei panni di Clough.
La scelta di ricominciare dalla panchina del Nottingham Forrest, team che milita in Seconda Divisione con risultati modesti. Sembra solo un prolungamento dell’agonia, invece sarà la rinascita di Clough.
Dopo un primo anno di rinnovamento si ricompone il sodalizio con Peter Taylor e da qui comincerà il periodo migliore della carriera di Brian Clough. Oltre ai fedelissimi McGovern e O’Hare, già suoi giocatori al Derby County, vengono acquistati elementi di qualità come Martin O’Neill e Larry Lloyd che permettono al team di raggiungere la terza posizione ottenendo cosi la promozione in Prima Divisione.
Ma Clough pensa in grande e vuole subito conquistare il titolo, tanto che convince il presidente ad acquistare un altro dei suoi fedelissimi, Archie Gemmill, e a spendere la cifra record di 270000 sterline per il portiere Peter Shilton dello Stoke City. Sarà l’acquisto decisivo. Quello che ad inizio stagione era un’idea di Clough diventa una solida realtà: il Nottingham Forrest vince il titolo con 4 giornate di anticipo precedendo i Campioni d’Europa in carica del Liverpool grazie ad una difesa arcigna che rimarrà imbattuta per 23 delle 37 gare disputate. Inoltre vince anche la Coppa di Lega battendo il Liverpool per 1-0 nella ripetizione dopo lo 0-0 della prima partita.
Il 1978/79 Clough vuole vincere a livello europeo, obiettivo che non era riuscito a centrare con il Derby County. Per questo motivo viene acquistato dal Birmingham City l’attaccante Trevor Francis, uno dei migliori talenti di quell’epoca.
In campionato la difesa del titolo è molto complicata e quindi Clough decide di puntare tutte le fiches sulla Coppa dei Campioni. Il Nottingham Forrest elimina in rapida successione numerosi avversari, tra cui il Liverpool, ed arriva in semifinale contro i tedeschi del Colonia. In un match incredibile il Colonia parte meglio e va sul 2-0 ma il carattere trasmesso da Clough ai suoi ragazzi si fa sentire: gli inglesi rientrano in partita e concludono il match sul 3-3, non proprio un buon risultato in vista del ritorno.
Una rete di Bowyer regala la vittoria al Nottingham che raggiunge la finale dove affronterà il team svedese del Malmoe. La finale si gioca all’Olympiastadion di Monaco e i ragazzi di Clough disputano un match tatticamente perfetto che riescono a vincere 1-0 grazie ad una rete di Trevor Francis. Il Nottingham è Campione d’Europa!
La stagione viene coronata anche dalla vittoria della Coppa di Lega contro il Southampton. Brian Clough è indiscutibilmente il miglior allenatore d’Inghilterra e viene celebrato anche dalla stampa, da sempre uno dei “nemici giurati” del tecnico.
La stagione successiva il Nottingham vuole confermarsi in Europa e la vittoria della Supercoppa Europea contro il Barcellona è solo un altro passo per confermare il profilo europeo del club.
Clough riesce a portare la squadra nuovamente in finale, questa volta contro l’Amburgo. Il tecnico inglese però ha poco da festeggiare: infatti il bomber Francis si rompe il tendine d’Achille e non potrà essere della partita. Ancora una volta il tecnico inglese riesce a tirare fuori le motivazioni per superare l’ostacolo tedesco e il Nottingham passa in vantaggio con Robertson e grazie alle parate di Shilton riesce a mantenere il vantaggio fino alla fine. Secondo successo consecutivo in Coppa Campioni per Clough che ormai è diventato una vera e propria leggenda. Il Nottingham è l’unica squadra europea ad aver vinto più Coppe Campioni che campionati nazionali.
Il secondo successo in Coppa segna l’inizio del declino per Brian Clough che la stagione successiva chiude il campionato al settimo posto e le Coppe Europee non regalano altre gioie al team inglese. L’ossatura del team che ha vinto tutto viene sfaldata: Shilton, Francis, O’Neill, Robertson e Lloyd vengono ceduti e Clough punta su un team molto giovane che si comporta abbastanza bene tanto da raggiungere una semifinale di Coppa UEFA nel 1984, anche se la fine del ciclo è sempre più vicina per “Big Old Head” (Vecchio testone come lo chiamano i tifosi del Nottingham).
Clough continua a lanciare giovani interessanti tra cui spiccano il figlio Nigel che debutterà, per un segno del destino, il giorno di Santo Stefano (stesso giorno in cui il padre si fece male) e un centrocampista irlandese dal grande temperamento: Roy Keane, che diventerà una colonna del Manchester United.
Nel frattempo si rovina definitivamente il rapporto tra Clough e Taylor, che accetterà la panchina del Derby County prima di morire nel 1990, tanto che i due non si rivolgeranno più la parola per sempre.
I problemi di Clough fuori dal campo, in particolare con l’alcool, diventano sempre più importanti tanto che la sua genialità sembra scomparire: il Nottingham retrocederà in Seconda Divisione sancendo la fine del rapporto con Clough che lascerà la panchina all’età di 57 anni.
Nel frattempo l’alcool logora il fisico e la mente di Clough, tanto che si farà necessario un trapianto di fegato, sorte che toccherà poco tempo dopo al grande George Best.
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Nel 2002 pubblica la sua biografia dove ammette che l’errore più grande della sua carriera è stato abbandonare il Derby County, non completando il grande lavoro iniziato con Taylor.
Il 20 settembre 2004 ci lascia uno dei più grandi allenatori della storia che non è stato veramente capito da tutti e questo è un vero e proprio delitto per la storia del calcio. Clough ha ispirato moltissimi allenatori, il più simile a lui oggi è probabilmente Josè Mourinho, che ha capito che le idee di Clough sono molto simili alle sue e da lui ha raccolto la caratteristica migliore: vincere in Europa motivando al massimo i giocatori a sua disposizione.
Tutti i suoi detrattori dicevano che era Peter Taylor il vero mago della coppia. Sicuramente senza il fidato vice non avrebbe raggiunto i risultati incredibili con Derby County e Nottingham Forrest, ma Brian Clough può essere sicuramente considerato il miglior tecnico inglese della storia del gioco.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi di Stefano Villa: BRIAN CLOUGH, IL RESTURATORE DEL CALCIO INGLESE
