Amici di Contgnews, bentrovati. Siamo con il noto ricercatore biellese Federico Zorio, autore del libro “Militari biellesi caduti nella grande guerra 1915-1920”.
Innanzitutto, Federico, di cosa tratta questo libro?
Questo libro tratta dei militari che risiedevano nel Biellese, caduti in guerra o per malattie. Allo scoppio della guerra dei militari emigrati all’ estero si arruolarono nella cosiddetta Legione Garibaldina; quando essa fu sciolta, molti di quei soldati furono arruolati nell’ esercito italiano. La mia ricerca va dal dicembre 1914 al dicembre 1920. Con questo ce ne sono tanti altri che sono morti dopo, che sono in un elenco a parte.
La situazione com’ era?
Come vivevano?
Io mi sto battendo perché vengano valorizzati tutti i soldati, non solo i caduti, perché i soldati patirono veramente molto e in quella guerra furono sperimentate nuove armi, ad esempio i gas e le mine. Era una guerra molto sentita. Alcuni che vivevano all’ estero tornarono in Italia per combattere contro il nostro nemico secolare, l’Austria. Molti ragazzi andarono a combattere volontariamente. Furono chiamate alle armi ventisette classi.
Dove possiamo trovare questo libro?
Chi desidera il libro mi può contattare via mail, via cellulare o via Messenger.
Ho anche scritto articoli, ad esempio uno sui cappellani militari, che non sono stati valorizzati a dovere. Dal 1877 i cappellani militari furono soppressi (dopo la presa di Roma), ma furono ripristinati da Cadorna nel 1915. L’attuale seminario di Biella era stato trasformato in un ospedale militare. I parroci erano esentati dal servizio militare, ma restavano a disposizione dell’ esercito.
La domanda finale: cosa ti ha spinto a fare il ricercatore?
È stata una curiosità. Sapevo che c’era stata una pubblicazione dei caduti della grande guerra chiamata “Albo d’oro”; ho fatto un giro alle lapidi di tutti i comuni; sono stato all’ Archivio di Stato di Vercelli, dove ci sono i ruoli matricolari, in pratica i curricula dei militari. Di alcuni soldati ho scoperto dove sono sepolti. Anche nel cimitero di Biella c’è un sacrario.
Grazie al ricercatore Federico Zorio! Alla prossima.
