Una carriera lunghissima che l’ha portato in giro per il mondo a mostrare tutto il suo valore: Roger MIlla è stato un calciatore straordinario.
Yaoundé è una città con un sapore diverso dalle altre. Nel 1952 a Yaoundé nasce Albert Roger Mooh Miller, per tutti Roger Milla. Una delle punte africane più forti di sempre, tanto da guadagnarsi la 28° posizione nella classifica dei migliori giocatori del ventesimo secolo.
Nel 1965, a soli tredici anni, Roger diventa professionista con l’Éclair de Douala segnando quasi una rete a partita, numeri che convincono il Leopard de Douala a puntare su di lui nel 1970. Quello che segue sarà un quadriennio ricco di soddisfazioni con 89 reti e due campionati camerunensi in bacheca. Dopo altre tre stagioni al Tonnerre de Yaoundé (squadra dove tornerà alla fine della carriera) nell’estate 1977 Mila arriva in Ligue 1 al Valenciennes iniziando un lungo Tour de France senza bici.
Monaco, Bastia, Saint-Etienne e Montpellier sono le tappe transalpine del bomber del Camerun che vince due Coppe di Francia e una Ligue 2, diventando un idolo per tutte le tifoserie.
É però con la Nazionale del suo paese che Roger Milla costruisce la sua leggenda. Debutta nel 1978 e gioca i Mondiali di Spagna ’82 in una fase già matura della sua vita calcistica. Vince due Coppe d’Africa nel 1984 e nel 1986, annunciando il ritiro dalla selezione a 36 anni con tanto di partita d’addio. Ma il popolo camerunense, sospinto dal governo, lo rivuole in Nazionale per i Mondiali italiani del 1990 dove segna cinque reti portando i suoi fino ai quarti di finale dopo aver battuto all’esordio l’Argentina campione in carica.
È l’apoteosi per Milla che nel corso della kermesse mette in scena il Makossa, una danza intorno alla bandierina del corner dopo ogni rete che diventa iconica.
Dopo esser tornato al Tonnerre de Yaoundé e aver indossato le maglie di Pelita Jaya e Bali United, Milla si ritira a 44 anni. Prima però torna ancora una volta ai Mondiali nel 1994 dove il Camerun viene eliminato al girone.
La rete segnata alla Russia gli consente di diventare il più anziano marcatore della rassegna mondiale a 42 anni, un record difficilmente battibile e che rimarrà per sempre nella sua storia.
Dopo il ritiro diventa ambasciatore della causa africana nel mondo sfruttando a scopo benefico il suo nome. Una seconda vita degna di nota per Roger Milla, un uomo che ha contribuito in maniera concreta alla crescita del calcio africano.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi di Stefano Villa: ROGER MILLA, IL RUGGITO DEL LEONE
