L’opinione sportiva di Stefano Villa : LA LINSANITY, UNA LEGGENDA CHE RESTERÀ NELLA STORIA

Un mese magico per Jeremy Lin che da panchinaro divenne grande protagonista a New York, una grande lezione per tutti.

Quante volte nel corso dell’esistenza aspettiamo solamente l’occasione giusta per mostrare il nostro valore. Quando tutto sembra andare per il verso sbagliato è estremamente utile andare a rileggere la storia di un cestista che ha vissuto trenta giorni che hanno cambiato la sua vita.

L’eroe di questa storia è Jeremy Lin, un taiwanese americano che nel 2012 stava lottando per conquistare il suo posto al sole in NBA dopo la non chiamata al Draft e il successivo taglio da parte di Golden State.
Dopo una serie di peripezie Lin finisce ai New York Knicks con un contratto mensile nel gennaio 2012, relegato in fondo alla panchina nonostante un record di squadra altamente negativo.

Gli restava solamente una settimana prima della scadenza quando il 4 febbraio arriva la sfida con gli allora New Jersey Nets, il crocevia della carriera di Jeremy Lin.
I Knicks sono ridotti all’osso per una serie di infortuni e coach Mike D’Antoni gli concede una chance: Lin gioca una partita sensazionale e New York gli rinnova il contratto.

È l’inizio della Linsanity, un periodo durato un solo mese in cui Lin prende in mano la franchigia a suon di prestazioni da record guidandoli a dieci vittorie in tredici gare. Esattamente come era nata, però, la magia terminò in fretta.

Dopo alcune esperienze non eccezionali tra Houston, Los Angeles sponda Lakers, Brooklyn, Atlanta, Toronto (con la quale vincerà il titolo nel 2019) e Charlotte Jeremy Lin terminò la sua avventura in NBA, ma quel mese di inizio 2012 resterà per sempre nella storia del gioco. Quando un perfetto sconosciuto diventò l’eroe della Grande Mela.

Stefano Villa – reporter cooperator

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