Giuseppe Maria Alberto Giorgio de Chirico nacque a Volos, in Tessaglia (Grecia), il 10 luglio 1888; tuttavia i suoi genitori erano italiani e appartenevano entrambi alla nobiltà. Il 1891 fu un anno doppiamente importante per la famiglia: in negativo, perché morì la sorella maggiore di Giorgio, che si chiamava Adelaide; in positivo, perché nacque il fratello, al quale fu messo il doppio nome Andrea Alberto e che diventerà musicista, letterato e pittore, assumendo lo pseudonimo di Alberto Savinio. Nel 1899 Giorgio de Chirico frequentò per breve tempo il Liceo Leonino di Atene e poi tornò a studiare in casa con maestri privati: studiò l’italiano, il tedesco, il francese e la musica; nel 1903 si iscrisse al Politecnico di Atene, per intraprendere lo studio della pittura. Nel 1906, assieme alla madre e al fratello, Giorgio de Chirico lasciò la Grecia e si stabilì in Italia. Quando l’Italia entrò nel primo conflitto mondiale, Giorgio e suo fratello si arruolarono volontari e furono inviati a Ferrara; in quel periodo a Ferrara i de Chirico fecero amicizia con Carlo Carrà, Filippo de Pisis e Giorgio Rea. Dopo la fine della grande guerra, Giorgio de Chirico nel 1924 e nel 1932 prese parte alla Biennale di Venezia e nel 1935 alla Quadriennale di Roma; questo dimostra che egli, ormai, aveva un certo successo come pittore. Il 3 febbraio 1930 Giorgio de Chirico sposò Raissa Calza, ma purtroppo il matrimonio durò solo pochi mesi; in quello stesso anno de Chirico si innamorò di Isabella Far, che sarebbe poi diventata la sua seconda moglie e che gli sarebbe rimasta accanto fino alla morte. Sul piano della salute, segnaliamo che de Chirico soffriva di cefalee, subendo il disturbo dell’aura visiva. Pochi mesi dopo il novantesimo compleanno, che era stato celebrato in Campidoglio, Giorgio de Chirico si spense a Roma il 20 novembre 1978, dopo una lunga malattia; il suo sepolcro si trova in una cappella nella chiesa di San Francesco a Ripa: qui è situata la tomba del Venerabile Antonino Natoli da Patti, al quale de Chirico era devoto.
Giorgio de Chirico è noto al grande pubblico per le opere pittoriche, ma in realtà fu anche incisore, scenografo e scrittore. Ci ha lasciato infatti scritti teorici, memorie autobiografiche, brevi racconti e poesie in francese. Ma la sua opera letteraria principale è l’Hebdomeros (letteralmente “Ebdomero”), pubblicato nel 1929, in un periodo nel quale il classicismo era in auge, perché propugnato dal fascismo con il cosiddetto “ritorno all’ordine”. Ufficialmente l’Hebdomeros è un romanzo, ma in realtà è una narrazione indefinibile, non classificabile in un genere letterario: privo di una storia riconoscibile e di una trama, ci appare come una sorta di ininterrotta scenografia teatrale.
Michel Camillo – membro della Redazione
Giorgio de Chirico,il pittore italo-greco contemporaneo con una passione all’Hebdoremos.
