HO CHI MINH MAUSOLEUMHANOI. CON PHUC I NOSTRI #CITTADINI DEL #MONDO DINO E NERINA PEGORARO CONOSCONO QUESTA REALTÀ


Era il 8 Agosto 1986 quando io e Nerina ci trovammo in Piazza Rossa, Mosca, proprio davanti il mausoleo di Lenin, e alla sinistra la stella rossa sul campanile dell’orologio del Cremlino e la strepitosa Basilica di San Basilio, un’atmosfera di essere in un luogo bellissimo ma che si percepiva differente, il termine esatto che emana il senso di adattamento che l’istinto di viaggiatore porta immediatamente considerare per eventi storici e scelte opposte alle nostre come occidentali.


Oggi, dopo 40 anni, ritrovarmi per similitudine di fronte al memoriale di un grande personaggio mi ha suscitato le stesse identiche sensazioni di quello “zingaro” trentenne a cui interessava la grande sete di sapere, quella travolgente fame di conoscere……Ho Chi Minh.
Rivoluzionario di grandissima elevatura, in alter ego un po’ come un Chè agli antipodi, ma con lo stesso carisma che trasuda la sua elevatura calpestando il suo simulacro di Santa Clara.
1945 in Vietnam finisce la monarchia, 13 re di cui l’ultimo non essere sepolto in patria ma riposare a Parigi, Ho Chi Minh si trova ad essere la figura emergente, di spicco, in quel momento da caduta degli dei, in cui il paese si trovò ad affrontare il cambiamento, di qui il rapporto con la Cina, essendo come riferimento e che la stessa avesse, appunto, rapporti con i francesi il Vietnam rientrò nelle caratteristiche di essere colonizzato dalla Francia.
Del resto i francesi non fecero brillante figura (dopo la perdita dell’ Indocina coloniale 1954) ebbero consultazioni per diversi problemi con la Cina popolare e parlarono fra di loro, davanti al cinese Zhou Enlai, anche di cose delicate pensando che il cinese non capisse un tubo, poi si resero conto, in ritardo, che non solo Zhou Enlai sapeva perfettamente il francese, ma si era pure laureato alla Sorbona.

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