GAIA 6: Essere i primi a salire sul palco di Sanremo è difficilissimo. Peccato per il testo che non va oltre quello che sembra la campagna pubblicitaria di una compagnia telefonica (Chiamo io, chiami tu). Qualche incertezza vocale e un ritmo latino elegante.
FRANCESCO GABBANI 7: Ballata gospel per un inno alla vita. Con quegli attimi da cogliere al volo senza pesantezza sentimentale. Il sorriso di Gabbani contribuisce a rendere lieve il tutto. Ha scritto e interpretato brani migliori, ma non è male nemmeno questo.
RKOMI 5.5: Vestito come un personaggio di un film di Tim Burton esplora il lato oscuro di un ‘violento decrescendo’ sentimentale. Nelle prime strofe è come se gli rimanesse incastrato il tasto ‘eeee’. Eeeeeeeeee poteva fare meglio eeeecco.
NOEMI 6: Lei ci mette tutta la forza della sua voce. Firma il triplete che vinse nel 2022 (Blanco, Mahmood, Michelangelo), ma si prendono meno rischi e stanno nel classico. Classico come l’elegante abito della brava Noemi.
IRAMA 6.5: Look a metà tra Gheddafi e Capitan Harlok, canta un brano piacevole, orecchiabile e dal bell’arrangiamento. Peccato che sia anche lui schiavo dell’autotune. Onestamente mi aspettavo qualche cosa in più da questo bravo interprete e autore al quale manca sempre un soldo per fare la lira.
COMA COSE 7: Al Bano e Romina 2.0. Brillanti ed intonati. Brano giocoso, quasi da sigla da cartone animato anni ’90: adatti a San Valentino. Venerdì sarà la loro serata. Il testo ha un paio di doppi sensi alla Malgioglio divertenti e un arrangiamento semplice, adatto agli archi dell’orchestra e alle percussioni che si possono scatenare.
SIMONE CRISTICCHI 9,5: Passano gli anni e come il vino questo cantautore brillante migliora sempre più. Uno dei brani più alti della serata: come tematica, come testo, come interpretazione nel solco del crescendo musicale che ha permesso a questo poeta di vincere nel 2007. Unica pecca: una voce non precisissima, ma sempre chiara nello scandire. Una poesia sulla malattia della madre, Luciana, che nel 2012 a 63 anni è stata colpita duramente da un’emorragia cerebrale per guarirne solo in parte. Davvero commovente.
MARCELLA BELLA 6: Passaggio al Festival di una grande voce del passato. Passaggio che non aggiunge e nemmeno toglie qualcosa alla carriera di Marcella, alla gara o alla serata. Il testo è banalotto, ma la parte ritmica è piacevole.
ACHILLE LAURO 7: Elegante, raffinato da poco. Intelligente lo è sempre stato e negli anni ha anche imparato a cantare. Il testo non sarà un capolavoro, ma racconta bene la tematica della gioventù e della ribellione positiva che ad una certa età è indispensabile per andare avanti contro le convenzioni. Musica e arrangiamento convenzionali.
GIORGIA 7: Una delle cantanti più brave del panorama italiano. Non solo del presente, ma in senso assoluto. Peccato che non sia mai stata brava nel scegliersi le canzoni. E anche questa volta la sbaglia. Brano scontato. Il voto è la media tra la sua bravura (9) e la canzone (5).
WILLYE PEYOTE 7.5: Il piemontese con mamma valsesserina rappa una sua canzone interessante ed estiva. Arriverà lunga. La sentiremo fino all’estate e sarà il tormentone quotidiano: già domani al bar risponderemo al resto in monetine dei 5 euro con un ‘Grazie, ma no grazie’. La musica accompagna un testo che non è affatto così banale come dopo un primo ascolto.
ROSE VILLAIN 6: Il brano racconta il senso di solitudine e nostalgia che colpisce chi vede i suoi sentimenti non ricambiati. Così la luna, i sogni e i ricordi di momenti condivisi diventano simboli di un passato che non può più tornare. Lei, oggettivamente bellissima, indossa un abito rosso speciale, interpreta con impegno, ma non spacca. Musica piacevole.
OLLY 7.5: Ballata romantica con un testo pieno di immagini non originalissime, ma azzeccate (‘Ti cerco ancora in casa quando mi prude la schiena. E metto ancora un piatto in più quando apparecchio a cena’) Un altro addio, un amore finito dal quale il giovane Olly non è ancora guarito del tutto. Ce la farà a guarire e a raggiungere alte posizioni in classifica finale.
ELODIE 8: La cantante più affascinante del Festival 2025 si esibisce in un ritmato abbastanza riuscito. Misurata nella voce, nel look e nelle movenze canta finalmente con una consapevolezza data dalla raggiunta maturità artistica. Arrangiamento efficace.
SHABLO e la sua CREW 5.5: Non si capisce se sono giovani e innovativi o se fanno la parodia dei giovani e alternativi. Poche idee, ma ben confuse in un frullato di rap che non funziona.
MASSIMO RANIERI 7.5: Non è mai di moda, non passa di moda: il buon Ranieri non tradisce (quasi mai). Abito per tutte le stagioni attraversa 4 decenni della musica italiana con la consapevolezza della voce, con la certezza di bravura. Il brano ha un passaggio di sax ‘old style’ che ricorda i locali fumosi di un tempo.Il suo cuore, più volte ricordato nel testo così così, fa il resto.
TONY EFFE 8: Più che Califano (che cita nella canzone) ricorda Domenico Modugno. Manca di voce in una canzone davvero bella e, in qualche modo, tradizionale. Look da lode, movenze da attore de ‘Il Padrino’. Bravo.
SERENA BANCALE 4,5: Chi è? Perchè è qui? Cosa dice? Misteriosa presenza e impalpabile canzone confusa. Butta qua e là delle parole in napoletano per dare un senso dove un senso non c’è.
BRUNORI SAS 8.5: Raffinato cantautore. Il testo è il migliore dell’edizione del Festival, davvero evocativo e intelligente. La parte musicale ricorda la scuola italiana dei De Gregori e dei Dalla. Faccio lui un grande complimento scrivendo questo.
I MODA’ 5: La versione ‘Pooh’ del nuovo millennio torna al festival. Una band che onestamente ha fatto anche belle canzoni, ma che si assomigliano tutte un po’. Tutte un po’ troppo. La musica non decolla mai e il testo non convince fino in fondo. Andrà in radio con successo senza lasciare traccia nel futuro.
CLARA 6.5: Clara è bella. Clara canta. Cosa? Un amore tossico dove desiderio e dolore si intrecciano, mentre la febbre, centrale come metafora (‘Dimmelo se ciò che provi è solo febbre che sale e scende’) non passa . La parte musicale è nel solco delle ultime canzoni di successo di Mahmood : alti, bassi, cambi di ritmo.
LUCIO CORSI 8: Ma che bella rivelazione! Si presenta con un look carnevalesco che non preannuncia niente di buono, invece si siede al piano e canta un brano dal testo pieno di metafore riuscite. La parte musicale ha sul finale degli squilli che facendo uscire la canzone dal solco di partenza permettono l’ingresso di chitarra elettrica e fiati. Poi scende di nuovo nella dolcezza di una chiusura di testo malinconica. Bravo.
FEDEZ 9: E’ in gara con ‘Battito’, un brano che è una canzone d’amore in cui però la donna rappresenta la depressione. Nel significato della ‘Fedez-canzone’, quindi, centrale è la salute mentale, di cui il rapper si è fatto avvocato più volte negli ultimi tempi. L’intenzione è molto buona il risultato addirittura superiore alle intenzioni. Solo chi ha toccato con mano il problema capisce fino in fondo il testo che parla di questa schiavitù. Applausi.
BRESH 8: Andrea Emanuele Brasi è esponente della scuola genovese della musica italiana. Eredità pesante, ma retta con capacità autoriale. ‘La tana del granchio’ è metafora di un luogo intimo. Non tutte le immagini raccolte nella canzone funzionano fino in fondo, ma il passaggio concreto ed onirico allo stesso tempo di ‘Un sacchetto di plastica tiene i nostri due costumi bagnati. Ce li siamo dimenticati nella macchina che è rimasta sotto al sole per tutta l’estate. Ad ottobre li ho ritrovati ‘ è da applauso. Il ragazzo ha talento da vendere.
SARA TOSCANO 6.5: La cantante è la più giovane fra i Big del Festival di Sanremo. Nel 2023 ha conquistato il pubblico e la critica vincendo la 23esima edizione di Amici, Amici 2024 il talent ideato da Maria De Filippi, che negli anni ha lanciato molte stelle della musica italiana. Sarah canta una canzone fotocopia di quella dello scorso anno di Angelina Mango. Sarà che arriva dallo stesso percorso? Il risultato è comunque buono.
JOAN THIELE 7.5: Giovane cantautrice presenta un brano dalle note cinematografiche, ricorda in alcuni passaggi le colonne sonore dei film di Tarantino. Vocina agile, testo difficile e non riuscito fino in fondo, ma la canzone ha la miglior musica e il miglior arrangiamento del Festival 2025.
ROCCO HUNT 5: Non capiamo davvero l’insistenza nell’avere a Sanremo questo simpatico ragazzo. Ovviamente prenderà una barcata di voti dal pubblico partenopeo che negli anni ha espresso molti musicisti, molti scrittori di musica e molti cantanti decisamente migliori.
FRANCESCA MICHIELIN 5.5: Simpatica, spontanea e grintosa interprete di una canzone che non lascia tracce profonde. Peccato perchè la Michielin è davvero brava. Auguriamo lei di ripresentarsi un giorno a Sanremo con un brano vincente. Questo non lo è proprio.
THE KOLORS 6.5: Ormai sempre presenti. Sempre attenti. Sempre educati. Sempre allegri. Un gruppo che non vincerà Sanremo mai, ma che sempre aggiunge allegria e leggerezza con un graffio di orecchiabile canzone.
Vincerà Sanremo 2025 SIMONE CRISTICCHI a 18 anni dalla sua prima vittoria.
Sul podio con lui FEDEZ e ELODIE in quest’ordine.
Miglior testo al pari di CRISTICCHI ecco BRUNORI SAS
Miglior musica ed arrangiamento JOAN THIELE.
Vediamo se ci piglio anche quest’anno. Scommettiamo ?
Andrea Guasco
