L’edizione 2024 della Partita delle Stelle ha messo in evidenza le lacune che sono sotto gli occhi degli appassionati da tanti anni…
Il mese di febbraio in NBA coincide con il weekend dell’All Star Game, il classico appuntamento di metà stagione dove la Lega mette in mostra il meglio dell’argenteria, ossia i giocatori migliori nella Partita delle Stelle.
Tuttavia da diversi anni a questa parte il livello agonistico di queste gare è sceso a livelli inaccettabili per gli appassionati NBA di tutto il mondo. Zero difesa, eccesso del tiro da tre punti e agonismo da sfida di fine allenamento, anche meno.
È indubbio che la NBA sfrutti questo fine settimana (che comprende anche rookie game, celebrity game, gara delle schiacciate e del tiro da tre punti) per scopi essenzialmente commerciali, ma sono veramente lontani i tempi in cui migliori al mondo si sfidavano in gare combattute fino alla sirena finale.
Senza andare ai tempi di MJ, Magic e Bird, o ancor prima di Dr.J Julius Erving, basta ricordare le sfide dei primi anni 2000 con agonisti del calibro di Kobe Bryant, Allen Iverson, Jason Kidd e tanti altri pronti a mettere tutto quello che avevano sul parquet per cercare di ottenere la vittoria di squadra e il titolo di MVP. E a giovarne era lo spettacolo.
L’ASG dello scorso anno è stata una sfida senza agonismo, con appena quattro falli fischiati e 168 triple tentate, un 211-186 finale che ha portato in dote tanta noia e critiche sul format dell’evento.
Non c’è dubbio che l’All Star Game debba essere rivisitato e modificato al più presto per evitare di perdere altro appeal negli anni a venire diventando un circo annuale del quale possiamo fare tranquillamente a meno.
La novità per questo 2025 è rappresentata da un torneo a quattro squadre, tre delle quali composte da otto All-Star ciascuna, a cui si andrà ad aggiungere il team vincitore del Rising Stars del venerdì. Le squadre si affronteranno in due semifinali per poi passare alla finale fra le vincitrici, con una sfida a punteggio fisso: 40 punti da raggiungere in semifinale, 25 punti per la finale.
Il critico e giornalista americano Bill Simmons ha centrato perfettamente il punto con una personale riflessione su X: “È buffo come spendiamo tanto tempo sui giocatori titolari e quelli snobbati per l’All Star Game e poi la partita fa sempre schifo”.
Game, set, match.
Stefano Villa – reporter cooperator
L’opinione sportiva di StefanoVilla: L’ALL STAR GAME NBA HA ANCORA SENSO?
