Ritratti Sportivi di Stefano Villa : VINCENT KOMPANY, LEADERSHIP NATURALE

Cresciuto in un quartiere povero di Bruxelles, ma con un grande obiettivo in testa: diventare qualcuno nel mondo del calcio.

Per essere un leader, nel calcio come nella vita, occorre possedere doti fuori dal comune che ti consentano di essere riconosciuto come tale.
La carriera di Vincent Kompany è ricca di momenti che ti fanno capire che leadership non sempre può essere insegnata, a volte ce l’hai dentro fin da bambino.

Cresciuto in un quartiere periferico di Bruxelles, i suoi genitori arrivano in Belgio dopo aver vissuto momenti difficili: lei caucasica e lui africano che si sono conosciuti combattendo le ingiustizie del regime di Mobutu in Zaire, l’attuale Congo. Anche Vincent contrasterà quotidianamente i soprusi che si verificano nel suo quartiere.

Il calcio diventa presto una ragione di vita per Kompany che entra a far parte del settore giovanile dell’Anderlecht, la squadra più importante della città che tornerà più avanti nella storia. Qui matura e mostra un talento unico che lo porta a costruire una mentalità vincente.

Dopo una stagione all’Amburgo contrassegnata dagli infortuni nell’estate 2008 l’ambizioso Manchester City di Mark Hughes lo acquista e in Premier League diventa un giocatore speciale, un guerriero su cui fare affidamento nelle gare importanti. Come nel derby con lo United dell’aprile 2012, una gara fondamentale per il titolo decisa da un suo colpo di testa.

Una volta smesso con il calcio giocato, dopo 89 presenze con la nazionale belga e un terzo posto al Mondiale, Kompany passa in panchina tornando dove tutto è iniziato all’Anderlecht, un’esperienza dove inizia a mostrare il carattere che aveva in campo e le idee tattiche tramandategli da Pep Guardiola al City.
Dopo il Belgio torna in Inghilterra al Burnley, squadra che riporta in Premier League al primo anno mostrando tutto il suo talento anche come manager, prima della grande chance che offertagli la scorsa estate dal Bayern Monaco.

Ma Kompany non è soltanto questo. A Bruxelles ha creato una scuola calcio dove oltre 1200 bambini hanno la possibilità di crescere e maturare in un ambiente sano, lontano dai problemi di tutti i giorni che si vivono nei quartieri meno abbienti di una città multietnica.

Fare qualcosa per chi sta vivendo quello che ha passato lui: ecco chi è Vincent Kompany, un ragazzo semplice rimasto tale nonostante il successo

Stefano Villa – reporter cooperator

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