Uno dei personaggi che hanno rivoluzionato il calcio europeo del ‘900 con una storia triste che ha coinvolto lui, la sua famiglia e milioni di ebrei innocenti.
Sembra impossibile oggi pensare che un allenatore capace di vincere tre Scudetti con Inter e Bologna possa finire nel dimenticatoio della storia, eppure questo è il destino che ha travolto Arpad Weisz.
Un genio rivoluzionario la cui storia è stata dimenticata per quasi un secolo.
Il tecnico che ha lanciato un giovane Giuseppe Meazza all’Inter e che ha scritto intere pagine della storia calcistica bolognese è solo una delle milioni di vittime innocenti del periodo più buio del Novecento. L’ebreo Weisz insieme alla sua famiglia, composta dalla moglie Elena e dai piccoli Roberto e Clara, ha dovuto subire le insensate ripercussioni del Fascismo prima e del Nazismo poi.
Un uomo che soli pochi anni prima ha dato una lezione di calcio agli inglesi schiantando il Chelsea con un perentorio 4-1 è finito al campo di concentramento di Auschwitz, allontanato subito dalla famiglia deportata al campo di sterminio di Birkenau. Un destino diverso il suo perché le sue braccia forti servivano per i lavori, ma l’animo di Weisz aveva già lasciato il corpo prima che la morte lo portasse via nel gennaio 1944.
Se n’è andata così una delle menti più brillanti e innovative del calcio di quell’epoca, un uomo che ha tentato in tutti i modi di sfuggire a un destino segnato. Weisz ha lasciato l’Italia dopo la promulgazione delle leggi razziali trovando prima rifugio a Parigi e in seguito in Olanda, a Dordrecht.
Qui ha compiuto una delle imprese più straordinarie della sua carriera portando la squadra della città, formata interamente da dilettanti e semiprofessionisti, al quinto posto in classifica dietro a corazzate come Ajax e Feyenoord. Inutile dire che questo è stato il miglior risultato nella storia del club.
Quando i tedeschi invadono l’Olanda Weisz sa che per lui e la sua famiglia non c’è più nulla da fare, non ha più le forze per provare a scappare dall’inevitabile.
Una storia che non può non far venire un groppo in gola a chi ha letto “Dallo Scudetto ad Auschwitz”, un bellissimo libro-inchiesta di Matteo Marani che ha fatto luce sulla storia di Arpad Weisz, l’allenatore dimenticato dalla storia.
Il successivo racconto di Federico Buffa, basato sul libro di Marani, ha permesso alle nuove generazioni di amanti del calcio di conoscere ancora meglio chi è stato e cosa ha fatto Arpad Weisz.
Un fuoriclasse inghiottito dalla storia,ma a distanza di ottant’anni il suo lascito è finalmente tornato a galla. Troppo poco, ma è l’unica cosa che possiamo fare.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi di Stefano Villa: ARPAD WEISZ, UN FUORICLASSE INGHIOTTITO DALLA STORIA
