La storia di Matt Le Tissier è un mix di romanticismo, talento cristallino e amore assoluto per due colori, quelli del Southampton.
Nel calcio di oggi pare quasi assurdo anche solo pensarlo, figurarsi dirlo, eppure fino a pochi anni fa abbiamo potuto ammirare giocatori che hanno indossato una sola maglia, rinunciando a offerte più remunerative e progetti con maggiori possibilità di vittorie pur di restare fedeli a un’ideale, le famose bandiere.
In Inghilterra questo tipo di romanticismo ha avuto molti protagonisti, campioni assoluti che hanno scritto interi libri di storia del calcio, ma forse il più romantico tra i romantici rimane Matthew Le Tissier, per sedici anni fuoriclasse assoluto del Southampton.
Un giocatore che non aveva il fisico da grande atleta, basti pensare che la dietologa del club gli chiese di tenere per due settimane un diario alimentare dove annotare tutto quello che mangiava e beveva. Alla visione del diario alla dottoressa sorse una domanda: “Ma come fai a fare il calciatore professionista?”.
Una squadra piccola abituata a lottare per non retrocedere, ma durante la permanenza di Le Tissier al The Dell Stadium i Saints sono sempre rimasti nella massima serie anche grazie ai suoi 164 gol in 443 gare, 209 totali con i biancorossi. Numeri importanti rinforzati dai 47 rigori segnati sui 48 calciati, se non è un record poco ci manca.
Tante le reti rimaste impresse nella memoria degli appassionati, su tutte il gol segnato al Blackburn nel dicembre 1994 quando partì da centrocampo, scartò due giocatori e dai 35 metri fece partire un perfetto tiro a giro che si insaccò all’incrocio dei pali. Genialità e fantasia allo stato puro.
Un giocatore che sembrava catapultato da un altro pianeta in un calcio sempre più veloce non adatto alle sue caratteristiche, eppure Matt Le Tissier con la sua tecnica riusciva a dominare a piacimento, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Le God”.
Southampton non l’ha mai dimenticato, impossibile per un popolo che ha goduto per oltre tre lustri delle magie di questo mago che incarnava al meglio lo spirito dei Saints, l’orgoglio di vestire una maglia storica del calcio anglosassone.
Quando giocava tra le mura amiche fuori dallo stadio i tifosi avversari trovavano un cartello con scritto “Welcome to Le God’s home” e capivano che sarebbero andati incontro a una sfida difficile contro Matt Le Tissier, un giocatore veramente diverso dagli altri.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi di StefanoVilla: MATT LE TISSIER, LE GOD DEL FOOTBALL
