Negli ultimi anni la MLS è cresciuta a livello qualitativo attirando diversi calciatori anche nel pieno della carriera.
Ci ha provato, con modesti risultati finora, l’Arabia Saudita, ci stanno provando seriamente gli Stati Uniti.
Portare il calcio in paesi senza una grande tradizione è esercizio complesso e il rischio di fare un buco nell’acqua è sempre dietro l’angolo, ma negli Stati Uniti la MLS sta crescendo passo dopo passo diventando un campionato di grande livello qualitativo.
L’esperimento con i New York Cosmos di Pelé, Beckenbauer e Chinaglia negli anni ’70 non aveva portato giovamento a una lega che dopo poco chiuse i battenti, ma ora il discorso è decisamente diverso.
Gli investimenti per il calcio americano sono aumentati esponenzialmente negli ultimi anni e hanno permesso a tutto il movimento di crescere in maniera corretta. Traini come Messi, Suarez, Chiellini e Giroud sono importanti, ma bisogna tenere ben presente che l’opzione USA viene scelta anche da giocatori nel pieno della carriera come Insigne e Bernardeschi per citare due casi azzurri. Un sintomo chiaro di come la MLS possa diventare, con il tempo e le giuste mosse, una valida alternativa all’Europa per quei giocatori che vogliono provare un’esperienza di vita diversa.
Intanto il numero delle squadre sta aumentando di anno in anni, così come le presenze allo stadio e l’interesse televisivo per le partite del campionato americano. Numeri in costante aumento che generano introiti sempre maggiori per un movimenti che in questo momento gode di ottima salute.
Certo, basket, hockey e football sono ancora molto lontani e per certi versi irraggiungibili, ma il soccer negli Stati Uniti sta diventando una valida alternativa puntando anche sulla valorizzazione dei settori giovanili.
Una strada diversa da quella provata dagli arabi, che hanno ricoperto d’oro stelle sul viale del tramonto senza pensare a coltivare talenti in patria (ne ha saputo qualcosa l’ex CT arabo Roberto Mancini…), e che sta pagando dividendi importanti: gli Stati Uniti fanno sul serio anche nel calcio.
Vedremo se l’Europa dovrà, prima o poi, difendersi da una minaccia a stelle e strisce in ambito calcistico.
Stefano Villa – reporter cooperator
L’opinione sportiva di Stefano Villa: GLI STATES FANNO SUL SERIO ANCHE NEL CALCIO
