Ritratti Sportivi: GEORGE BEST, DA BELFAST ALLA CONQUISTA DEL MONDO

Un fuoriclasse del gioco che ha unito un talento senza precedenti a una vita sregolata. George Best è uno dei numeri 7 più famosi di sempre.

Un talento sconfinato il cui limite unico è stato il carattere e la dipendenza dall’alcool. Una vita spericolata come quella vissuta da George Best meriterebbe di essere raccontata per una settimana di seguito tanti sono gli aneddoti e le storie al limite dell’incredibile che hanno visto il numero 7 del Manchester United assoluto protagonista.

Un uomo capace di portare sul tetto d’Europa una compagine inglese, il Manchester United di Matt Busby, per la prima volta nella storia grazie ai gol e alle giocate d’estro, ma dopo aver toccato l’apice della carriera ecco arrivare la discesa agli inferi.
L’unica compagna fedele è stata la bottiglia, non proprio la miglior partner di vita, che lo porterà a morire di cirrosi epatica nel 2005. Dopo tutto gli eroi sono destinati a lasciare questa terra quando sono ancora giovani.

Per Sir Alex Ferguson George Best è senza ombra di dubbio il miglior giocatore di sempre, e dello stesso pensiero del manager scozzese sono molti tifosi dei Red Devils che hanno gioito per le giocate del numero 7 irlandese.
Lo stesso Best, in molte interviste, ha suggerito ai giovani di non vivere come ha fatto lui, anche se ora a distanza di 17 anni dalla sua scomparsa rimangono solo le giocate che l’hanno reso una leggenda del calcio inglese.

Pelè good, Maradona better, George Best. 

Stefano Villa – reporter cooperator

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