Gustavo Bontadini, il filosofo italiano contemporaneo ricordato da Michel Camillo

Gustavo Bontadini nacque a Milano il 27 marzo 1903. Per quanto riguarda le vicende biografiche, segnaliamo che fu docente di filosofia teoretica all’Università Cattolica di Milano dal 1951 al 1973. Un suo allievo divenuto poi celebre fu il cardinale Angelo Scola. Gustavo Bontadini si spense nella sua città natale il 12 aprile 1990, a ottantasette anni.

Pur rifacendosi alla metafisica classica, quella aristotelica e tomistica, Bontadini si dichiarava “neoclassico” intendendo evidenziare il nuovo ruolo che quell’antica metafisica è in grado di svolgere nella filosofia contemporanea.

Fra le idee filosofiche di Gustavo Bontadini segnaliamo che egli collocava l’origine del sapere nell’esperienza, che però a suo giudizio va intesa non più come risultato delle operazioni della ragione (razionalismo) e neppure come ricezione passiva dei dati empirici (empirismo), ma come “presenza”; si arriva quindi alla concezione di “unità dell’esperienza”, dove fra l’esperienza e il pensiero si sviluppa quel rapporto di circolarità che costituisce il sapere.

Facciamo solo un rapido cenno a una polemica filosofica fra il nostro ed Emanuele Severino, iniziata nel 1964 e protrattasi per diversi anni. Nel saggio Ritornare a Parmenide Severino aveva eliminato ogni differenza tra l’immutabilità di Dio e quella del mondo soggetto al divenire, sicché a parere di Severino ogni cosa sarebbe eterna come è eterno Dio.

Fra le opere di Gustavo Bontadini segnaliamo Saggio di una metafisica dell’esperienza (1935) e Conversazioni di metafisica (1971).

Michel Camillo – membro della redazione

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