L’opinione sportiva di Stefano Villa: ANTHONY DAVIS, UN FUORICLASSE DI CRISTALLO

Il lungo dei Los Angeles Lakers ha tutto per essere considerato il miglior giocatore della lega, tranne una continuità fisica accettabile.

Quando un giocatore di oltre due metri e venti ha le qualità di palleggio, arresto e tiro di una guardia, alle quali unisce una fisicità che lo fa essere dominante in area, il primo pensiero di tutti va ai Monstars, la squadra creata “rubando” il talento ai migliori giocatori NBA per provare a battere Michael Jordan in “Space Jam”. Un qualcosa che dal cinema è però arrivato sui parquet americani grazie a Anthony Davis.

Una macchina da doppie doppie che dopo essersi messo in mostra con la maglia di New Orleans è arrivato ai Los Angeles Lakers per provare a vincere il titolo sulla scia dei grandi lunghi gialloviola.
Dopo Wilt Chamberlain, Kareem-Abdul Jabbar, Shaquille O’Neal e Pau Gasol anche AD è riuscito a conquistare un anello con i Lakers, quello 2020 tristemente noto per la creazione della “bolla” di Orlando per concludere la stagione interrotta dalla pandemia.

Un titolo che ha visto Davis dominare al fianco di LeBron James in quello che sembrava essere l’inizio di una dinastia duratura, invece le cose sono andate in maniera diversa.
Una serie di infortuni di vario genere ha contraddistinto le stagioni seguenti di Davis che ha saltato un centinaio di gare nelle ultime tre stagioni.

Certo, quando può scendere in campo al top della condizione e senza dolori è un giocatore semplicemente inarrestabile, ma proprio questa mancanza di continuità fisica gli ha impedito di dominare come avrebbe potuto per talento e classe.
La stagione 2023/24 è andata meglio delle precedenti da questo punto di vista e infatti i Lakers hanno potuto contare sul loro centro per buona parte della stagione arrivando ai playoff, ma le premesse che accompagnavano il suo arrivo a LA (in cambio di una serie di giocatori tra cui Brandon Ingram) non sono state rispettate in toto per colpe a lui non imputabili.

L’esordio stagionale arrivato lo scorso mercoledì contro i Minnesota Timberwolves ha messo in mostra tutto il suo infinito potenziale: 36 punti e 16 rimbalzi in 38 minuti di gioco. Numeri da MVP che devono essere confermati dalla continuità nel corso dell’anno.

Un vero peccato non averlo potuto ammirare al massimo delle sue capacità fisiche per buona parte della carriera perché un giocatore come Anthony Davis passa veramente una volta ogni vent’anni, anche in una lega di super atleti come la NBA.

La vera domanda che i tifosi gialloviola e gli addetti ai lavori si ripetono da tempo è la seguente: cosa potrebbe essere Anthony Davis senza guai fisici per un’intera stagione?
Un quesito interessante che purtroppo rischia di rimanere senza risposta…

Stefano Villa – reporter cooperator

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