50 oggetti stampati in 3D CLAY sono il cuore dell’esposizione.
Protagonista degli ultimi anni, ma nata
nel secolo scorso è la nuova tecnologia del digitale, che si avvale di software dedicati per la progettazione e stampanti 3D in grado di dare vita a modelli e prototipi di notevole complessità e precisione. Una
progettazione altra per nuove visioni, un design che segue i cambiamenti in atto e che si pone l’obbiettivo di migliorare le qualità funzionali ed estetiche.
La progettazione a computer ha reso possibile anche nel mondo degli oggetti di creare volumi geometricamente
elaborati con un’immensità di nuove forme,
prima non concepibili in una produzione di prototipi, pezzi unici o di piccola/grande serie, soluzioni inedite grazie alle nuove tecnologie.
Fin da subito furono chiare due sfide che il nuovo strumento lanciava. Innanzitutto la capacità di esplorare a fondo le potenzialità formative della stampante 3D che non si appiattissero sul già visto replicando
le possibilità delle tecniche tradizionali, ma che permettessero nuove soluzioni morfologiche impensabili, ad esempio, senza l’utilizzo di complessi passaggi di
stampatura. Inoltre la capacità di non mortificare la visione poetica ed espressiva della materia, tanto legata al codice strutturale del fatto a mano, con tutte le
piccole irregolarità che di fatto ne costituiscono uno degli elementi di maggior fascino.
Per questa collezione di opere di Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn, Matteo Zauli scrive:“… Opere che, pur riconoscendosi chiaramente nella fabbricazione digitale, lasciano alle proprie spalle l’asettica e fredda genesi formale che solitamente
ne caratterizza gli esiti per raggiungere rapidamente quell’aura poetica che il lavoro di entrambi gli artisti possiede. Attraverso la regolare costruzione, strato su strato, della forma attraverso l’ugello meccanico della
stampante che esegue inerte il disegno tridimensionaletrasferito su una scheda di memoria, nascono ceramiche che affondano le proprie radici dentro morfologie naturali, a loro volta custodi di memorie,
di suggestioni profonde, di emotività. Nascono così ceramiche che vivono, in modo diverso, dello stesso afflato sentimentale che Baruzzi e Marthyn trasferiscono nelle altre loro opere. La natura, rievocata attraverso
il mezzo plastico digitale, si presenta dunque ai nostri occhi in una nitida sintesi dai contorni curvi, a volte struggenti, che respira silenziosa tra le linee e le pieghe di un vaso, di una scultura, di un oggetto. “
Palazzo Gromo Losa, Corso del Piazzo 22/24 Biella
4 ottobre – 3 novembre 2024
Orari di apertura
Venerdì 4/10 18:00 – 21:00
Sabato 5/10 10:00 – 21:00
Domenica 6/10 10:00 – 20:00
Da Sabato 12/10 a Domenica 03/11 (solo weekend)
Orario 10:00 – 19:00
Apertura straordinaria
Venerdì 01/11 10:00 – 19:00
Ingresso: 7 euro
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