SMART WORKING OVVERO LA LIBERTA’ SECONDO ROBERTO PARESCHI

Il Covid, oltre a causare purtroppo tantissimi morti e oltre ad avere portato alla luce rancori e stupidità di moltissimi contestatori del vaccino ( attenzione, sono ancora tra noi e sembrano normali), ha anche offerto qualche spunto positivo. 
Mi riferisco in particolare allo Smart Working.
Da bravo “boomer” ho accolto questa novità in un primo momento con qualche dubbio. Ma era solo invidia sociale.
Io che avevo trascorso una vita “ attaccato” agli orari di ingresso e uscita in azienda, che ero stato costretto a trasferirmi giornalmente da Biella verso altre città , trascorrendo la mia giornata tra duro lavoro e trasferimenti in auto o treno, mi sono sentito in qualche modo tradito.
Vedevo mio figlio lavorare tranquillamente da casa, rilassato, organizzando normali riunioni , “brainstorming”, “briefing” ( chi diavolo ha inventato questi orrendi termini?) e in qualche modo ne ero infastidito.
Poi però ho capito.
Lo Smart Working non è stata una vera e propria rivoluzione solo perché ha permesso di lavorare nella propria abitazione ma ha soprattutto avuto l’enorme pregio di togliere a tanti “soloni” incartapecoriti, aspiranti “boomer” della peggior specie,  il loro misero potere di controllori.
Questi capo ufficio per vocazione ora mi fanno pena.
Me li immagino disperati a consultare da soli il loro diario dove segnavano quante volte un loro sottoposto andava a prendere il caffè e che ora ha solo pagine bianche  o a guardarsi attorno sconsolati per non poter scaricare su un collaboratore il fatto che qualcosa è andato storto.
Sono individui che in poco tempo hanno perduto il loro potere di “capo branco”, barattandolo con un generico “ lavorare per obiettivi”.
Perché un dipendente oggi è solamente responsabile di quanto produce e non per la sua empatia verso i superiori.
Non so per voi, ma a me questa sembra una grande conquista che adotterei in ogni campo lavorativo e , perché no, anche nelle istituzioni politiche.
Perché i nostri onorevoli e senatori non potrebbero lavorare in smart working ? Risparmieremmo almeno sulle spese di viaggio, sul vitto e ci eviteremmo le indecorose ammucchiate a cui qualche volta assistiamo.

Lascia un commento