Salvatore Schillaci, Italia ’90 e il tempo che non torna più.

È morto all’età di 59 anni a Palermo (oltre ad essere stata anche la sua città natale) dopo una lunga malattia, Salvatore Schillaci, l’eroe delle “notti magiche” di Italia ’90, quel mondiale casalingo con la Nazionale Italiana guidata in panchina da Azeglio Vicini che arrivò sino alla semifinale, poi persa ai rigori contro l’Argentina.

Il bomber siciliano era già stato operato 2 volte a causa di un tumore al colon dal 2021, ed aveva avuto una seria e improvvisa recidiva dall’inizio del mese di settembre, che gli è stata fatale.

Dopo aver giocato nelle giovanili di una squadra palermitana, divenne grande nel Messina, in cui fece moltissimi gol in serie B, tanto da attirare l’attenzione della Juventus, con cui giocò in coppia anche con Roberto Baggio, e con la quale vinse una Coppa Italia e una Coppa Uefa.

Dopo una breve ed infelice esperienza con l’Inter, giocò per 4 anni in Giappone, precursore dei tanti calciatori italiani che trovarono fortuna all’estero.

Ma Toto’ Schillaci rimarrà per sempre nella mente di tutti gli appassionati calcistici italiani per i gol segnati in quell’ormai lontano mondiale, per quel sogno e per quel tempo ormai lontano e che ormai non tornerà più.

Luca Dal Bon-redazione. PILLOLE SPORTIVE.

Foto tratta da “Eurosport”.
Foto tratta da “Wikipedia”.

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