Una carriera lunga e ricca di vittorie. Phil Jackson rientra con merito nell’élite della storia NBA.
Sei titoli come Head Coach dei Chicago Bulls, cinque sulla panchina dei Los Angeles Lakers, due da giocatore dei New York Knicks: quando Phil Jackson vuole mettere in mostra tutti gli anelli conquistati nel corso della sua leggendaria carriera deve chiedere in prestito una mano, basterebbe questo dettaglio per spiegare ai più giovani il suo incredibile impatto sulla storia della NBA.
Un allenatore che ha fatto della meditazione una costante dei suoi allenamenti, lasciando al fido Tex Winter le chiavi del celebre attacco a triangolo, uno schema che ha permesso a fuoriclasse del calibro di Michael Jordan e Kobe Bryant di fare incetta di titoli e che si basa sulla fiducia reciproca e sull’occupazione corretta dello spazio. Lati necessari in uno sport di squadra.
Gestire personalità differenti, alcune al limite dell’impossibile (il nome di Dennis Rodman vi dice qualcosa?) per raggiungere grandi risultati, un qualcosa che solamente un tecnico di grande personalità come è sempre stato Jackson poteva fare per regalare un’epopea irripetibile a ben due franchigie.
La sua avventura da presidente dei New York Knicks non è stata altrettanto vincente, ma per riportare la franchigia della Grande Mela al titolo servirà qualcosa in più di un “semplice” miracolo…
I suoi libri (soprattutto l’inarrivabile “Eleven Rings”) sono trattati di filosofia zen molto apprezzati non solo dagli amanti della pallacanestro, e questo dice molto della cultura e dell’intelligenza dell’uomo del Montana, un vero rivoluzionario del gioco inventato dal professor James Naismith.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi di Stefano Villa: PHIL JACKSON, IL COLLEZIONISTA DI ANELLI
