Il nostro Michel Camillo abbraccia la filosofia di Enzo Paci. Leggete cosa dice

Enzo Paci nacque a Monterado (in provincia di Ancona) il 18 settembre 1911, figlio di Corrado, veterinario, e di Maria Sbriscia, entrambi di Senigallia. Nel 1930 Enzo Paci si iscrisse al corso di laurea in filosofia dell’Università degli Studi di Pavia; ma nel 1932 si trasferì all’Università degli Studi di Milano, dove divenne allievo di Antonio Banfi, con il quale si laureò nel novembre del 1934 con una tesi intitolata Il significato del Parmenide nella filosofia di Platone. Nel 1940 Enzo Paci sposò Elena Fagiolo, una docente di discipline scientifiche. Ma in seguito Paci si ritrovò a combattere nella seconda guerra mondiale; dopo l’8 settembre 1943 fu catturato in Grecia e rinchiuso nel campo di prigionia di Sandbostel. Successivamente Paci fu trasferito nella struttura di Wietzendorf, dove conobbe Paul Ricoeur. Una volta finita la guerra, Enzo Paci svolse la professione di docente universitario di filosofia teoretica: dal 1951 al 1957 insegnò all’Università di Pavia, per passare all’Università Statale di Milano nell’anno accademico 1957-58. Parallelamente all’insegnamento universitario, nel 1951 Paci fondò la rivista aut aut e la diresse per venticinque anni (in precedenza aveva collaborato alla rivista Filosofia). Enzo Paci si spense a Milano il 21 luglio 1976, a poco meno di sessantacinque anni.

Dopo aver illustrato a grandi linee la sua biografia, vediamo ora alcuni punti cardine del pensiero di Enzo Paci. Innanzitutto è importante notare che, per tutto l’arco della vita, un punto di riferimento di Paci fu il filosofo Edmund Husserl. La riflessione filosofica di Paci si sviluppa dalla consapevolezza del negativo, della mancanza come base e nucleo iniziale dell’esistenza umana. La sua filosofia si traduce in una continua, consapevole e dolorosa ricerca di un senso che possa capovolgere la situazione tragica dell’esistenza mediante il lavoro e l’impegno. La base dell’esistenzialismo di Enzo Paci è la relazione, intesa come condizione di esistenza di tutti gli avvenimenti che costituiscono il mondo. Ma Paci aderì all’esistenzialismo solo nella prima fase della riflessione filosofica; poi passò a un relazionismo ispirato da Alfred North Whitehead e John Dewey e successivamente alla fenomenologia. In generale Enzo Paci guardava alla filosofia come molteplice possibilità di analisi e problematizzazione del rapporto fra vita e ragione.

Michel Camillo – membro della redazione



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