L’opinione sportiva di Stefano  Villa. AURELIO DE LAURENTIIS, PRESIDENTE DI SUCCESSO E POLEMICA

Il presidente del Napoli è certamente un imprenditore di successo nello sport come nel cinema, ma molte sue dichiarazioni sembrano appartenere alla seconda sfera piuttosto che alla prima.

Nel mondo del calcio trovate un presidente che riesca a coniugare buona gestione e risultati è sempre più difficile, ma nel caso di Aurelio De Laurentiis è innegabile che stiamo parlando di uno dei pochi eletti appartenenti a questa categoria di imprenditori oculati e vincenti.

Un uomo arrivato a Napoli dopo una vita nel mondo del cinema per prendere una squadra in grande crisi in Serie C e portarla fino allo Scudetto del 2023, un titolo che mancava dai tempi di Diego Armando Maradona.
Tutto questo, è bene ricordarlo, mantenendo i conti societari in ordine, un risultato che merita ancora più rispetto e che dovrebbe essere preso a modello da chi entra in questo mondo dove si è portati a perderci piuttosto che a guadagnarci.

Tuttavia non è tutto oro ciò che luccica: molto spesso De Laurentiis si è reso protagonista di uscite pubbliche alquanto “sgradevoli” nei confronti delle istituzioni, dei giornalisti e persino dei suoi ex o attuali tesserati (vedasi Rudi Garcia, Spalletti, Giuntoli, Zielinski e tanti altri). Un uragano che non risparmia nessuno e che si abbatte con cadenza abbastanza frequente lasciando di stucco tutto l’ambiente partenopeo e non solo.

La conferenza-fiume dello scorso marzo è ancora nella mente di tutti gli addetti ai lavori, quasi due ore di invettiva contro tutto e tutti utile per dare molti titoli ai cronisti e, soprattutto, a togliere attenzione dai deludenti risultati del campo.
Tutto questo pochi giorni prima dell’esonero del secondo tecnico stagionale, quel Walter Mazzarri chiamato al posto di Garcia e liquidato quarantotto ore prima della sfida di Champions con il Barcellona a favore di Calzona. Una sceneggiatura che nemmeno un grande regista avrebbe potuto scrivere meglio.

Forse è proprio questo l’obiettivo principale di DeLa, togliere attenzione sulla squadra quando le cose non vanno bene (anche se non soprattutto per alcune scelte errate del presidente) con autentici colpi di teatro e dichiarazioni al vetriolo. E quest’anno con Antonio Conte la situazione può diventare incandescente.

Non a caso per questo motivo si è guadagnato il nomignolo di “Mourinho dei presidenti”, perché proprio come lo Special One De Laurentiis è abile a spostare l’attenzione enfatizzando aspetti extra calcistici quando il suo Napoli sta attraversando un momento no.

Un grande pregio o un fastidioso difetto? A voi l’ardua sentenza.

Stefano Villa – reporter cooperator

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