L’opinione sportiva di Stefano Villa: GORDON HAYWARD SI RITIRA E A NOI RESTA UN GRANDE RIMPIANTO

Il giocatore ex Boston e Utah ha annunciato negli scorsi giorni il ritiro dopo una carriera ricca di talento e rimpianti.

A 34 anni Gordon Hayward ha annunciato il suo addio alla pallacanestro e lo ha fatto con un breve comunicato ricco di sentimento.
Queste le sue parole per annunciare l’addio al basket: “Mi ritiro ufficialmente, chiudo con la pallacanestro. E’ stato un viaggio incredibile e sono grato a tutti quelli che mi hanno aiutato a ottenere più di quanto avrei mai immaginato. Ringrazio i tifosi per le lettere di incoraggiamento, per avermi saputo ispirare a sognare in grande”.

Un giocatore di una classe speciale e di rara eleganza poco appariscente ma capace di giocare nelle lega per quattordici stagioni con oltre 12mila punti segnati, ma che lascia dietro di sé un grande alone di rimpianto visto che non ha mai avuto la possibilità di mostrare il suo valore nel palcoscenico massimo, le finali NBA.

Tutto inizia da Utah, squadra che lo sceglie al Draft 2010 con la nona scelta assoluta e dove rimarrà per sette stagioni diventando il leader tecnico ed emotivo della franchigia di Salt Lake City che però non gli permette di salire allo step tecnico successivo. Per farlo Hayward lascia la sua confort zone e decide di ripartire da Boston.

Quella con la franchigia campione NBA 2024 è una storia breve e ricca di dolore e rimpianti.
Alla gara di apertura della stagione 2017/18 i Celtics sfidano i Cavs di LeBron James e nel primo quarto succede l’episodio che cambia la sua vita. Hayward va verso canestro, ma James si frappone per evitare i due punti: nella ricaduta la sua caviglia si gira in maniera spaventosa e fin da subito si capisce che la situazione è gravissima. Compagni e avversari sono disperati e il responso è di quelli terribili: rottura di tibia e caviglia. La sua stagione termina dopo pochi minuti.

Tanto lavoro fisico e mentale per tornare in campo, ma dopo due stagioni in maglia Celtics nel 2019 lascia Boston per approdare a Charlotte, realtà più piccola ma dove Hayward ha la possibilità di rilanciarsi.
Torna ad essere un giocatore importante, ma i fasti di Utah sono lontani e in più il suo fisico rimane segnato da quell’infortunio non permettendogli di giocare più di 50 partite l’anno.

L’ultima esperienza da comprimario nella stagione appena conclusa ai Thunder, un vero peccato considerando il valore del giocatore che per una serie di sfortunati eventi non è riuscito ad essere impattante come avrebbe potuto.

Per tutti gli appassionati della palla a spicchi rimane il rimpianto di non averlo visto ai massimi livelli con una squadra competitiva. La sua occasione è durata solamente sei minuti, è questo è il suo vero rimorso.

Stefano Villa – reporter cooperator

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