L’attuale vicepresidente dell’Inter ha segnato un’epoca in nerazzurro resistendo nei momenti difficili, venendo ricompensato con successi a ripetizione.
Diciannove anni con la stessa maglia, un posto speciale nel cuore di ogni tifoso dell’Inter: Javier Adelmar Zanetti non sarà mai un personaggio come gli altri.
Arrivato a Milano nel 1995 come “complemento” dell’operazione che portò in nerazzurro l’Avioncito Rambert, il laterale argentino è una delle intuizioni di mercato più indovinate della gestione Massimo Moratti. Già dai primi giorni interisti tutto l’ambiente capisce che l’albiceleste su cui puntare è Zanetti che dimostra fisicità, polmoni e un’inesauribile capacità di superare ostacoli uno dietro l’altro, un gioiello in un fisico muscoloso.
C’è anche il suo sigillo nella finale di Coppa UEFA 1998 contro la Lazio, un bolide che si infila all’incrocio dei pali nella notte di Parigi, il primo successo interista del “Tractor”, soprannome che rende perfettamente l’idea sulla sua forza fisica. Si pensa che quello sia solo il primo di tanti trofei importanti in quegli anni, invece resterà un’unicum a tinte nerazzurre nonostante i tanti campioni messi sotto contratto e la crescita dei giovani tra cui lo stesso Zanetti.
Nessuno riesce a capire come una squadra del genere non sia competitiva, Calciopoli è ancora lontana e spiegherà tante situazioni all’epoca incomprensibili.
Zanetti ha tante offerte per lasciare l’Inter, su tutte il Real Madrid, ma sente che la svolta è dietro l’angolo e non vuole abbandonare la squadra della quale è diventato capitano: sarà la scelta giusta.
Dal 2005 Zanetti è uno dei grandi protagonisti dei cicli vincenti di Mancini e Mourinho, coronati dalla conquista della Champions League 2010.
Nella sua gara numero 700 è proprio lui a sollevare la Coppa nel cielo di Madrid, il raggiungimento di un sogno che ha contribuito in maniera netta a trasformare in realtà.
Campione di sportività e longevità, Javier Zanetti smette con il calcio giocato nel 2014 a quasi 41 anni.
La sua numero 4 viene immediatamente ritirata dal club che lo vuole nella sia dirigenza con il ruolo di vicepresidente. Ancora oggi Zanetti rappresenta l’Inter in giro per il mondo, un riconoscimento estremamente meritato per un giocatore arrivato a Milano poco più che ragazzo e diventato uomo e padre di famiglia con eleganza, garbo e tanto lavoro.
Quando si parla di Inter il primo volto che viene in mente è certamente quello di Javier Zanetti, per sempre una leggenda inarrivabile.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi di Stefano Villa : JAVIER ZANETTI, I MUSCOLI DEL CAPITANO
