Dall’oltretomba Camillo e il pittore Aligi Sassu. Una storia da incubo

Aligi Sassu nacque a Milano il 17 luglio 1912; il nome di battesimo, Aligi, fu scelto in omaggio al protagonista de La Figlia di Jorio di Gabriele d’Annunzio. Il padre, Antonio Sassu, era sassarese e fu uno dei fondatori del partito socialista italiano a Sassari nel 1894. La madre, Lina Pedretti, era invece parmense. All’inizio del 1921 la famiglia Sassu ritornò in Sardegna, a Thiesi (provincia di Sassari); ma il trasferimento ebbe breve durata, perché nel 1924 la famiglia Sassu fece ritorno a Milano. Nel 1925, a causa di problemi economici della famiglia, Aligi Sassu fu costretto ad abbandonare la scuola, ma più tardi, frequentando i corsi serali, Aligi sarebbe riuscito a portare a termine gli studi. Formatosi artisticamente all’accademia di Brera, nella prima fase della sua attività pittorica (dal 1927 al 1929) Aligi Sassu fu influenzato dal futurismo; in quegli anni dipinse prevalentemente quadri di piccole dimensioni, aventi spesso come soggetti lo sport, le industrie e le macchine. Lo scoppio della guerra civile spagnola portò Sassu nel campo politico opposto, facendolo diventare un attivo antifascista. Ma Sassu fu accusato di complotto e incarcerato al Regina Coeli di Roma; fu graziato nel luglio 1938, grazie all’intervento di Filippo Tommaso Marinetti, ma gli fu proibito di esporre le sue opere. Nel 1943 Sassu illustrò I promessi sposi con cinquantotto acquerelli. Dagli anni ’50 il nostro artista sperimentò tecniche diverse: dalla pittura murale al mosaico, dalla ceramica alla grafica. Nel 1972 Aligi Sassu sposò Maria Helenita Olivares. Aligi Sassu morì a Pollenca, nell’isola di Maiorca, il 17 luglio 2000, proprio il giorno dell’ottantottesimo compleanno. Nel 2005 gli fu conferita postuma dal presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi la medaglia d’oro per meriti nella promozione e diffusione dell’educazione, della cultura, dell’arte e della ricerca. 

Benché non siano i suoi quadri più noti, è interessante osservare che Aligi Sassu eseguì alcuni dipinti a tema religioso, nei quali utilizzò le scene della Crocifissione e della Deposizione di Cristo come espediente per lanciare messaggi di denuncia civile. Per quanto riguarda invece la pittura di Sassu in generale, su di essa incombe un profondo senso di tragedia imminente, anche nelle atmosfere in apparenza banali dei “caffè”.

Ora daremo uno sguardo (inevitabilmente rapido) a due quadri di Aligi Sassu. Il primo di essi è Fucilazione nelle Asturie, un olio su tela eseguito nel 1935; esso non riguarda la guerra civile spagnola (anche perché tale guerra scoppiò nel 1936!), ma una rivolta verificatasi appunto nelle Asturie nell’ottobre 1934, attuata da anarchici, socialisti e comunisti. Il quadro raffigura due guardie civili che portano un condannato al luogo della fucilazione; da rilevare la differenza fra il colore scuro degli aguzzini e quello rossastro del condannato, che è a torso nudo e sul proprio corpo insanguinato presenta inequivocabili tracce delle torture subite. Il secondo dipinto è Fucilazione, Spagna, 1937, eseguito però nel 1939; qui si avverte un realismo piuttosto accentuato, in particolare nel muro sullo sfondo, del quale si vedono i sassi murati a secco.

Michel Camillo – membro della Redazione

Lascia un commento