L’ incontro di Michel Camillo con il grande Banfi

Antonio Banfi nacque a Vimercate (ora in provincia di Monza e Brianza) il 30 settembre 1886; nel 1904 iniziò a frequentare i corsi universitari alla facoltà di lettere della Regia Accademia scientifico-letteraria di Milano, conseguendo nel 1908 la laurea con lode. Poiché era già stato riformato al servizio di leva, durante la Grande Guerra Banfi poté svolgere la professione di insegnante. Proprio durante il conflitto, per l’esattezza il 4 marzo 1916, Antonio Banfi contrasse matrimonio civile con la contessa Daria Malaguzzi Valeri nel municipio di Bologna. Solo agli inizi dell’ultimo anno di guerra Antonio venne aggregato come soldato semplice all’ufficio annonario della Prefettura di Alessandria. Dopo la Grande Guerra Banfi insegnò ad Alessandria, partecipando alla vita democratica di quella città, iscrivendosi alla camera del lavoro e dirigendo la biblioteca comunale; fu allontanato da Alessandria dai fascisti, che nel 1921 arrivarono a minacciarlo di morte. Nel 1925 Antonio Banfi fu fra i firmatari del manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce. Banfi diresse la rivista Studi filosofici, che fu pubblicata dal 1940 al 1949. Nelle elezioni politiche del 1948 Banfi fu eletto senatore per il partito comunista; il mandato gli fu confermato nelle successive elezioni, tenutesi nel 1953. Antonio Banfi si spense a Milano, il 22 luglio 1957, poco prima del settantunesimo compleanno.



Dopo aver illustrato in maniera sintetica le vicende biografiche di Antonio Banfi, presentiamo ora alcuni elementi chiave del suo pensiero. Uno di essi è che, usando il concetto kantiano di ragione, Banfi la considera come la facoltà di un discernimento critico, analitico, presupposto trascendentale che sistematizza l’esperienza, i dati empirici, non pervenendo a dogmi o a sistemi di sapere chiusi e assoluti. Antonio Banfi ritiene che la filosofia sia lo strumento indispensabile per l’analisi critica del reale. Banfi si è interessato anche all’etica, che secondo lui da un lato poggia sulla responsabilità personale dell’individuo, è il prodotto di scelte, decisioni che egli si assume; dall’altro lato l’etica è legame fra l’individuo e l’ethos, il costume del popolo di cui fa parte. Per passare ora a considerazioni più generali, Antonio Banfi subì l’influenza di Edmund Husserl, di Georg Simmel e dei neokantiani di Marburgo; Banfi esercitò un importante ruolo di opposizione all’idealismo imperante nella cultura italiana. Antonio Banfi scrisse anche saggi di interesse storico: Vita di Galileo Galilei (1930), Filosofi contemporanei (1961) e Studi sulla filosofia del novecento (1965); come si nota, il secondo e il terzo studio sono stati pubblicati postumi.

Michel Camillo – Membro della Redazione

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