Inside Out 2 . Il commento del nostro Danilo Ramirez

Di questo film hanno parlato tutti e lo hanno visto tutti quindi appare difficile scrivere qualcosa di nuovo ma è doveroso proporre una critica dato il valore intrinseco del lavoro stesso.
Campione di incassi con cifre da capogiro, Inside out 2 viene proposto ben 9 anni dopo l’uscita del primo film che già allora fu accolto con grandissimo apprezzamento dal pubblico di tutto il mondo.
Dobbiamo dire che davvero la Pixar ha ideato un nuovo modo di fare cinema di animazione fin dal primo grande capolavoro che fu Toy Story nel 1995.
Ottima la grafica, perfetta la narrazione, personaggi straordinari ma sopra a tutto c’è un messaggio universale che può arrivare a più livelli, dal bambino al genitore che lo accompagna.
Quando vidi Toy Story 3 con i miei figli pensai che quel film non era per loro ma per me come padre.
Inside Out ripercorre la stessa strada.
L’analisi psicologica, del bambino nel primo e dell’adolescente nel secondo, è tanto profonda quanto coinvolgente.
Se tu sai scrivere un film che nello stesso tempo ti fa ridere ma ti fa anche pensare hai raggiunto il massimo del tuo progetto.
La Pixar ripercorre la strada del più grande genio nella storia dell’animazione, quel Walt Disney alla cui azienda tra l’altro appartiene.
E forse Inside Out 2 è ancora più coinvolgente del primo, prova ne è il fatto che tutti gli adolescenti hanno fatto la fila per andarlo a vedere.
La stagione cinematografica in Italia non è certo al top in estate, eppure mi è accaduto di andare tre volte al cinema Mazzini prima di poter entrare, un successo sorprendente e mai visto.
Quel grande momento di esplosione/confusione/impulsività che conosco bene come insegnante di adolescenti nei miei 40 anni di scuola l’ho visto descritto come meglio non si sarebbe potuto, con una sensibilità per me emozionante.
Bravi e grazie a chi ancora sa fare un cinema che arriva al cuore.

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