Il vino come espressione artistica: questo l’ambizioso evento targato Roccabuonagency di domenica scorsa a Romagnano Sesia, nella splendida cornice di Villa Caccia, costruzione antonelliana del grande architetto che di questi luoghi è originario.
La villa, dopo vari cambi di proprietà, ospita il ‘Museo Etnografico’ : un percorso tra mestieri e tradizioni della bassa Valsesia, fino alla sala dedicata al ‘Venerdì Santo’, la manifestazione di teatro popolare religioso che a Romagnano è non solo, appunto, tradizione, ma massima espressione non solo di Fede, ma di quell’amore per le proprie tradizioni tipiche che l’Italia esprime con amore.
Amore che la guida Enrico, volontario Alpino e socio del Museo, ha espresso con grande simpatia e competenza a noi giornalisti durante il percorso che terminava con la degustazione dei pregiati vini Novaresi, ma non solo, dove il Nebbiolo cercava una dimensione nelle varie sfaccettature di un evento che aveva negli ospiti Edoardo Raspelli e Gianfranco Vissani gli esperti di settore che tra un calice e un crostino di gorgonzola hanno accompagnato gli ospiti alla scoperta del piacere del vino e del cibo locale.

Erano però i due artisti ospiti con le loro installazioni ad accendere il gusto : il gusto per una bella riflessione, per una buona conversazione, per la scoperta di come sia importante capire quanto la regoletta scolastica della fisica per la quale nulla si crea e tutto si trasforma abbia un senso ed una applicazione nell’arte.
Intendendo la trasformazione in senso semantico con Gaetano Muratore e i suoi androidi sognanti, che accompagnavano il visitatore alla scoperta del riciclo di piccoli elettrodomestici, viti, bulloni e ingranaggi arrivati da chissà quali depositi abbandonati, fino a diventare creature con le quali, quasi parlare, pensandoli vivi come uomini.
E così interrogarci sulla creazione dell’uomo di michelangiolesca memoria : il creatore, in questo caso l’artista fosse in grado davvero di essere Creatore con la ‘c’ maisuscola fino a dare davvero la vita ?
Quella vita che, facendo percorsi strani, a volte tragici ha portato il secondo artista, Fabio Tosi, sulla sedia a rotelle.
Anche in questo caso però la vita, attraverso l’arte, è più forte della depressa morte interiore.
Dipingendo con il corpo il pittore del Cusio, eleva la sua diversità oltre l’accettazione e il riscatto, l’abilità non è più ipocrita definizione del ‘diversamente abile’, ma diventa espressione ed accensione di un modo nuovo di vedere la risorsa interiore ed esteriore.
‘Disegnando Chimere sul bordo di un bicchiere’ come cantava Francesco Guggini in ‘Autogrill’, quel non luogo di pausa di un viaggio che tutti coloro che non hanno fatto per venire a Romagnano Sesia domenica, facevano bene a visitare prima di venire a capire che attraverso un buon bicchiere di vino l’arte ha vinto sulla noia.
Andrea Guasco- Contgnews
