IL BOOMER ROBERTO  PARESCHI & L’IPOCRISIA DEI NOSTRI TRISTI GIORNI


Viviamo in una strana epoca, dominata dall’ipocrisia, dal luogo comune e purtroppo da una certa faciloneria intellettuale ( cioè da una diffusa demenza e non solo senile)
Una introduzione che serve per riassumere su carta i temi dei due miei video.
L’attenzione per il cliente.
Nei giorni scorsi ho scoperto una chat di una ditta che ti mette in attesa in una certa posizione ma che con il passare dei minuti anziché diminuire la posizione di attesa la aumenta.
Il tutto inframezzato da numerosi banner in cui mi si dice che sono importante. Che la principale preoccupazione di quella ditta è di rendermi felice.
Ipocrisia, ancora ipocrisia, sempre ipocrisia.
Dove l’ipocrisia raggiunge vette mai toccate è senz’altro nella politica. 
Due aspetti su tutti.
L’esaltazione della “ volontà popolare”.  Il popolo come feticcio di ogni affermazione.
“Lo vuole il popolo”. “Ce lo chiedono milioni di elettori”.
Intanto , se parliamo dell’Italia ( ma vale per quasi tutte le nazioni) il “popolo” è rappresentato dal 40% degli aventi diritto al voto. 
Il totale degli aventi diritto al voto ammonta a circa 50 milioni di persone.
Il partito che ha vinto le elezioni ha avuto oltre 7 milioni di voti.
Eppure questo partito ( ma il discorso vale per ogni partito, sia chiaro) parla , anzi straparla, di volontà popolare.
Di milioni di cittadini che “ ci chiedono di fare” questo o quello.
Eppure  circa 30 milioni di persone non hanno votato.
Se per assurdo ci fosse un rappresentante dei non votanti forse questo rappresentante potrebbe a ragione parlare di volontà popolare. Ma non questi partiti.
Inoltre come ho detto viviamo in una epoca di superficialità e di totale disinteresse.
Si vota un certo candidato perché è bello, perché fa tenerezza, perché dice cose comprensibili ( ma false).
Il popolo purtroppo, oggi , è questo.
Lo è sempre stato ? Sinceramente non lo so e non sono in grado di dare una risposta
Ma di una cosa sono certo.
Questo è il popolo che ha voluto liberare Barabba e non Gesù. 

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