Ritratti Sportivi: BILL LAIMBEER, IL BAD BOY DEI “BAD BOYS”

Sgraziato, cattivo, rude ma con una grande intelligenza cestistica che gli ha permesso di dominare in NBA: ecco chi è Bill Laimbeer.

Per chi non ha vissuto o non conosce l’epopea dei grandi Detroit Pistons di Chuck Daly e Isiah Thomas, Bill Laimbeer è un nome che dice poco, forse nulla. Eppure il lungo di Chicago è stato uno di quei giocatori che hanno segnato la sua epoca.

Diciamolo subito: in campo Laimbeer era un “fabbro ferraio” prestato alla pallacanestro, senza mezzi termini, ma oltre questa sua durezza e fisicità c’era una grande intelligenza e conoscenza del gioco che gli ha permesso di dominare a rimbalzo prima che un suo giovane compagno di squadra, Dennis Rodman, diventasse il Re di questo fondamentale.
I Detroit Pistons dei “Bad Boys” sono conosciuti come la squadra più dura di sempre, ma oltre a questo sono stati la massima rappresentazione del concetto di gruppo, e Bill Laimbeer era il leader spirituale di quella squadra capace di vincere due titoli NBA sul finire degli anni ’80.

Prima di essere un tassello fondamentale per i Pistons, però, c’è anche un pò di Italia nel suo percorso: infatti nel 1979 indossa la canotta di Brescia giocando agli ordini di coach Riccardo Sales, un passaggio molto importante per la sua carriera.
Dopo una stagione nel Belpaese è tempo di approdare in NBA a Cleveland, franchigia che l’aveva selezionato al terzo giro nel Draft dell’anno precedente celebre per gli arrivi nella Lega di Magic Johnson e Larry Bird. In Ohio le cose non vanno per il meglio, il livello della squadra è basso e le sconfitte superano nettamente le affermazioni, ma il 16 febbraio 1982 è il giorno che cambia la sua vita sportiva e non: i Detroit Pistons scambiano Paul Mokeski, Phil Hubbard e due scelte per acquistare Ken Carr e Bill Laimbeer, una mossa che getterà le basi per il futuro vincente della franchigia del Michigan.

Quello che accade dopo è storia: Laimbeer è l’ultimo baluardo invalicabile di una squadra che ha in Thomas, Salley, Rodman e Dumars una frontline ostica e tenace. Anni magici per Detroit e per Laimbeer che nel 1994, a 37 anni, annuncia il ritiro. I Pistons lo celebrano ritirando la sua #40, ma la pallacanestro rimane una parte centrale della sua vita.

Nel 2002 torna a Detroit per diventare allenatore delle Shock, la squadra che milita in WNBA, e in sette anni conquista tre anelli entrando ancor più nella leggenda della città. Le successive avventure nello staff dei Minnesota T’Wolves e il ritorno in WNBA a New York prima e Las Vegas poi non sono altrettanto vincenti, ma l’impatto che ha avuto Bill Laimbeer sul gioco rimane ancora oggi ben visibile.

In tanti affermano che nel basket NBA di oggi non giocherebbe più di cinque minuti prima di uscire per falli, data la sua rudezza e la cattiveria agonistica che metteva sul parquet, ma un giocatore con l’intelligenza cestistica di Bill Laimbeer troverebbe il modo di dominare anche nel 2023.

Bad Boy dei “Bad Boys”.

Stefano Villa – reporter cooperator

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