Camillo & Sticco un rapporto speciale unito ad Assisi



Maria Sticco nacque a Corciano (una località nei pressi di Perugia) il 23 novembre 1891; suo padre Antonio era un ufficiale medico del sud Italia, mentre sua madre Gaetana Baldeschi Oddi era una contessa appartenente alla più antica nobiltà perugina. Ma una cospicua parte della vita di Maria Sticco si svolse lontano dal luogo di origine: ella infatti studiò prima a Rimini poi a Bari, dove si era trasferita la sua famiglia. Proprio a Bari nel 1900 nacque la sorella Imelde. In seguito Maria si trasferì a Firenze. Durante il primo conflitto mondiale Maria Sticco si dedicò ad attività di volontariato a favore dei feriti. Nel 1919 la Sticco pubblicò i suoi primi articoli sulla rivista Vita e pensiero, della quale sarà poi direttrice dal 1962 al 1967. Nel 1921 la nostra divenne condirettrice, insieme ad Armida Barelli, di Fiamma viva (un mensile per la gioventù femminile). Nel 1922 Maria Sticco si diplomò in pedagogia. Poi iniziò l’insegnamento universitario: dal 1924 al 1930 la Sticco fu assistente di lingua e letteratura italiana all’Università Cattolica prima con Giulio Salvadori, poi con Carlo Calcaterra; mentre negli anni ’40 Maria Sticco fu docente di letteratura italiana, sempre a Milano e a Castelnuovo Fogliani. Maria Sticco si spense a Milano il 17 marzo 1981, a quasi novant’anni. Per conoscere la personalità della Sticco sono fondamentali queste bellissime parole di Umberto Occhialini: <Chi ha conosciuto Maria Sticco, conserva il ricordo di una di quelle persone nelle quali resta difficile rintracciare le scorie che il peccato originale lascia nelle anime dopo il battesimo>.

Dopo aver fatto alcuni cenni alle sue vicende biografiche, passiamo a trattare, altrettanto rapidamente, le opere di Maria Sticco. Abbiamo detto che ella si dedicò all’insegnamento accademico; fra i suoi scritti di critica letteraria ne indichiamo tre, con i rispettivi anni di pubblicazione: La poesia religiosa del Risorgimento (1940), Lettura del Machiavelli (1942) e Il romanzo italiano contemporaneo (1953). I tre saggi sono stati tutti pubblicati a Milano. Al grande pubblico la Sticco è però nota per le sue biografie, come ad esempio Una donna fra due secoli (è un ritratto di Armida Barelli; c’è un’edizione del 2021) e Appunti per la biografia di un uomo difficile (ritratto di Padre Agostino Gemelli). Noi ci soffermeremo su San Francesco d’Assisi, biografia pubblicata nel 1926, della quale nel 2014 uscì un’edizione presso la casa editrice Porziuncola; di ispirazione agiografica, questa opera, che è considerata la migliore della Sticco, intreccia l’analisi delle fonti documentarie con l’interpretazione psicologico-spirituale, sottolineando gli aspetti della fisionomia interiore del santo più congeniali all’autrice. San Francesco d’Assisi è un libro di molto piacevole lettura e, a nostro avviso, l’autrice ha fatto molto bene a iniziarlo parlando del contesto nel quale il santo visse: il primo capitolo (intitolato A quei tempi) illustra il contesto storico, mentre il primo paragrafo del secondo capitolo illustra il contesto geografico (il paragrafo si intitola appunto L’Umbria). Questo non significa che il libro sia perfetto! Ad esempio, ci pare che nel primo capitolo lo spazio dato a un poema di Uguccione da Lodi sulla fine del mondo sia un po’ eccessivo: secondo noi la trama si sarebbe potuta raccontare in maniera molto più sintetica! Nonostante questo, ci sentiamo senza dubbio di consigliare la lettura di questo libro, freschissimo nonostante i suoi novantotto anni!

Michel Camillo – Reporter Cooperator

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