Uno delle situazioni più traumatizzanti in cui mi sono trovato è quella di trovarmi al cospetto di una persona giovane ma comunque “ importante” ( notaio, dottore, commercialista) che non rispetta il rigido formalismo a cui sono stato abituato per una vita intera e che dunque non corrisponde ai miei rigidi schemi mentali
Per esempio.
L’ufficio del notaio è sempre stato per me un luogo sacro in cui si muoveva , circondato da una specie di grande aurea di luce, un uomo quasi sempre molto avanti negli anni, con i capelli bianchi e un volto serio e compito, vestito di tutto punto, con camicia bianco candido, cravatta e giacca.
In questo ufficio noi comuni mortali ci trovavamo a raccontare in modo impacciato i nostri problemi, un poco vergognandoci della nostra ignoranza in materia e soprattutto intimiditi dallo sguardo severo del personaggio in questione che dopo averci osservato, per l’ennesima volta con sufficienza, ci faceva conoscere il suo illuminato parere.
Questo era e, in alcuni casi, è ancora il triste rituale a cui ci si sottoponevamo accedendo a uno di questi uffici particolari, veri e propri templi del sapere
Per fortuna oggi molte cose sono cambiate.
Per esempio : mi è capitato non molto tempo fa di aver bisogno di confrontarmi con un notaio. O per meglio dire , con un giovane notaio.
Sono stato accolto da un ragazzo come si suole dire “alla mano”. Molto disponibile e per nulla pieno di se.
Insomma una persona normale che svolge in modo normale un mestiere molto particolare.
Che bella sensazione ! E’ stato un discorso quasi amichevole, senza alcun tipo di prevenzione, in cui a un certo punto si è perfino passati al “tu”
Vogliamo anche parlare dei medici ?
Rivedo ancora, nei miei peggiori incubi, quegli omoni grandi , dall’aspetto severo, con un enorme camice bianco che toccava terra, che mi accoglievano in un enorme ambulatorio quando insieme con mia madre avevo bisogno di cure mediche.
Ricordo che parlavano utilizzando continuamente termini scientifici e incomprensibili, forse perché abituati o forse per mantenere le distanze.
Oggi i medici, soprattutto i pediatri, ti accolgono privi di camice e tendono a spiegare ogni cosa fanno.
Mi chiedete se ho nostalgia ?
Assolutamente no.
Magari solo un poco di confusione , la stessa confusione che ha in testa l’animale nato in cattività a cui è stata donata la libertà.
