Una carriera vissuta interamente con la maglia del Barcellona, Carles Puyol ha un posto privilegiato nella storia Blaugrana.
Quando pensiamo alla grande epopea del Barcellona del primo decennio del nuovo millennio ci vengono in mente le giocate di Messi e Ronaldinho, la sagacia tattica di Xavi e Iniesta, i gol di Eto’o.
Difficilmente la prima immagine è quella del baluardo difensivo dalla folta chioma che insieme a Piqué ha segnato un’epoca, eppure Carles Puyol di quella squadra eccezionale è stato capitano e leader emotivo, condottiero nei momenti di difficoltà e in quelli di giubilo. Un difensore arcigno che con il suo tempismo ha reso la vita difficile ai migliori centravanti del mondo. Ma andiamo con ordine.
Puyol nasce il 13 aprile 1978 a La Pobla de Segur, anima pura della Catalogna dove il senso di appartenenza ti viene instillato fin da piccolo. Un ragazzo vivace con la passione, o per meglio dire l’ossessione, per il calcio.
Si accorgono di lui gli osservatori del Barcellona che lo portano nel loro rinomato settore giovanile, assoluta fucina di talenti. È l’inizio di una storia d’amore ultraventennale che lo vedrà indossare esclusivamente la maglia Blaugrana, oltre a quella della Nazionale Spagnola.
A vent’anni è già nel giro della prima squadra e poco tempo dopo entra in pianta stabile nella formazione titolare, non uscendone più fino al ritiro.
L’esperienza, il temperamento e il carattere di Puyol saranno fondamentali per portare al Camp Nou sei campionati spagnoli, tre Champions League, due Supercoppe Europee, due Mondiali per Club e una quantità infinita di coppe nazionali, molte delle quali sollevate da capitano.
Con le Furie Rosse vince l’Europeo 2008 e il Mondiale 2010, risultando decisivo anche in zona gol in gare fondamentali.
Un uomo prima che un calciatore che ha sempre fatto della correttezza e della lealtà doti principali del suo modo di essere: in campo era rude, non cattivo, una differenza non da poco per un difensore che ha fatto del tackle uno dei suoi marchi di fabbrica.
Si ritira nel 2014 a 36 anni ricevendo i meritati onori dai suoi tifosi e da chi ha condiviso il campo con lui.
Compagni o avversari non ha differenza: è impossibile non provare stima e rispetto per “Charlie” Puyol.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi: CARLES PUYOL, IL SIMBOLO DEL BARCELLONISMO
