IL BOOMER & IL NAVIGATORE RACCONTATO DAL NOSTRO ROBERTO PARESCHI

Vorrei continuare ancora il discorso “tecnologico”.
Mi concentrerei allora questa volta sul “Navigatore”, uno strumento che oggi appare indispensabile per chiunque abbia una età inferiore ai 60 anni per muoversi in auto o a piedi.
Intanto gli aspetti positivi.
Il navigatore ha dato certezze a legioni di automobilisti alla perenne ricerca di vie sconosciute in città sconosciute. E non è cosa di poco conto. Letteralmente ci ha cambiato la vita rendendola più semplice
La sua presenza ha risolto ed eliminato le ore di preparazione al viaggio necessarie qualche anno fa.
Prima di mettersi in viaggio si facevano allora veri e propri studi per identificare il luogo di arrivo e per ottimizzare tempi e soste. Era un lavoro faticoso anche se in qualche modo gratificante.
Oggi una voce metallica ti dice dove andare, quando cambiare direzione. Ti avvisa se sul percorso ci sono incidenti e se è necessarie percorrere itinerari alternativi. Da ultimo il navigatore è in grado di indicare con buona precisione i tempi di percorrenza necessari.
Tutto favolosamente bello. Tuttavia …
Tuttavia questo “essere pensante” che ci accompagna ormai come un amico invadente, qualche problema lo presenta.
Intanto maneggiare cartine, osservare le strade da percorrere, analizzare il percorso forniva a noi boomer la consapevolezza del viaggio. Sapevamo dove eravamo diretti, che città dovevamo attraversare. Insomma eravamo obbligati a studiare o ristudiare un poco di geografia. Non esagero. Qualche volta mi è capitato di ascoltare alla domanda “ che strada avete fatto ?” questa risposta “ non lo so, ha fatto tutto il navigatore”.
Capita, e neanche poche volte, che pesanti automezzi letteralmente si incastrino in vie minuscole di paesi che si sarebbe potuto tranquillamente evitare. Questo perché il navigatore ha fatto il suo mestiere e ha obbligato il povero camionista a questi strani percorsi per risparmiare pochi metri di percorso.
Infine una nota di colore.
I primi navigatori ( non credo gli attuali) fornivano informazioni qualche volta folcloristiche. Il povero guidatore si sentiva ingiungere di imboccare una strada in direzione sud – est. Insomma una indicazione a dir poco folcloristica.
Per concludere posso dire che da bravo boomer cerco di evitare il navigatore quando mi sento sicuro del percorso e mi fido di lui solo quando mi reco in posti sconosciuti.


Roberto Pareschi- reporter cooperator

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